Serata di informazione sui temi referendari a Cessalto, Centro Polivalente, lunedì 6 giugno 2011 ore 20:30.
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Territorio: economia, sviluppo e salute. Un convegno
L’Associazione Comitato Cittadini per la Salute con sede legale in Cessalto, via Callunga 60/1, codice fiscale 94134150260, associazione con finalità legate alla diffusione delle tematiche relative alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, è lieta di segnalare l’evento:
ECONOMIA E SVILUPPO DEL TERRITORIO: QUALI RISCHI E PERICOLI PER LA NOSTRA SALUTE?
Martedì 12 aprile 2011 - ore 20.15 - Centro polivalente “A. Palladio” via Roma – Cessalto
PROGRAMMA
Introduzione – Raffaele Maddalon –rappresentante dell’associazione“Necessità di una valutazione integrata ambiente-salute in linea col Piano sanitario Nazionale 2011-2013”
Ing. Marco Stevanin - Esperto in valutazioni d’impatto ambientale“Polveri sottili e nanoparticelle: effetti sulla salute”
Dott. Mario Mazzucato - Ematologo ricercatore presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano“Quali prospettive per energia, ambiente e salute nel Veneto?”
Prof. Gianni Tamino - Docente di biologia generale e di Fondamenti di Diritto ambientale presso l’ Università di PadovaModeratore - Giacinto Bevilacqua
Recapito c/o Gabbana Fabio, via Callunga 60/1 – 31040 Cessalto (Tv) - Cittadiniperlasalute@gmail.com
Suolo & rischio: un dibattito
Riceviamo e volentieri segnaliamo un dibattito dedicato ad un tema sempre in primo piano: “Consumo del suolo e rischio idraulico”.
Si terrà a San Stino di Livenza, presso la sala consiliare, sabato 26 marzo 2011, a partire dalle ore 9:30.
Ecco la locandina:
Fotovoltaico: un’alternativa
Riportiamo in prima pagina il lungo commento oggi inserito da Alfonso Vesentini, noto architetto mottense, all’articolo sull’installazione di un impianto fotovoltaico nelle locali scuole elementari.
[Aggiornamento 07.03.11: segnaliamo una nuova “provocazione architettonica” inviataci oggi dallo stesso architetto Vesentini: la Basilica dei Miracoli]
[Aggiornamento 09.03.11: Risposta del consigliere Renzo Cester, che cortesemente auspica un ritorno alla realtà]
[Aggiornamenti anche dei giorni 10, 18 e 20 marzo]
Lodevole e saggia l’idea, ma non è che abbiamo anche rovinato le scuole? Non mi sembra un’installazione pensata, ma casuale ed affrettata. Il risultato estetico è scadentissimo! Come quello nelle campagne! Ci pentiremo!
Non sarebbe meglio così (vedi foto e commento) invece di rovinare il mondo con il fotovoltaico?
Calma con l’entusiasmo della prima ora.
“INSTALLARE PANNELLI FOTOVOLTAICI ALL’INTERNO DELLA SUPERFICIE OCCUPATA DAI BINARI FERROVIARI ESISTENTI”.
di Alfonso Vesentini (c.f. VSN LNS 55R01 E 862B)residente in Sottoportico del Toresin 1/1 31045 Motta di Livenza (TV), nato a Malles Venosta (Bolzano) l’01.10.1955, di professione architetto iscritto all’Albo degli Architetti della provincia di Treviso al n. 442 dal 1981.
Motta di Livenza 13.12.2010
Presupposto.
FERROVIE DELLO STATO è la più grande azienda del Paese Italia. Ogni giorno 83.000 ferrovieri contribuiscono a far viaggiare più di 9mila treni e a gestire una rete di oltre 16.600 chilometri.
A chi cedere questa idea.
Ad oggi non risulta essere stato realizzato un impianto fotovoltaico a terra all’interno di una linea ferroviaria. La possibilità di utilizzo di tale idea resta quindi esclusivamente della Ferrovie dello Stato Spa per quanto riguarda L’Italia, ma l’applicazione potrebbe svilupparsi in tutti i paesi del mondo, alle società proprietarie delle linee ferroviarie.
In Italia la superficie occupata all’interno dei binari, la cui distanza è di centimetri 143, se sfruttata per una larghezza di centimetri 110, si ottiene una superficie complessiva di 18.260 chilometri quadrati.
Il bilancio e i risultati di un anno di attività espressi attraverso indicatori chiave capaci di illustrare l’andamento del Gruppo, con la produzione di energia elettrica potrebbero essere drasticamente migliorati.
La struttura del Gruppo, ha molte società partecipate da Ferrovie dello Stato Spa. Una nuova società di produzione elettrica da fotovoltaico con la partecipazione di Ferrovie dello Stato Spa, avrebbe un futuro economico garantito.
La superficie occupata dalle attuali linee ferroviarie è totalmente di proprietà delle Ferrovie dello Stato Spa.
La possibilità di occupare tale superficie per il collocamento di pannelli fotovoltaici porta a molti vantaggi di seguito elencati.
Dimensionamento e confronti.
Tenendo conto che 1 KW (1000V) viene prodotto circa ogni 4 mq di superficie fotovoltaica, potrebbero essere prodotto 1 KW ogni 3,6 metri lineari di binario ferroviario (3,6 x 1,1 = 3,96). Arrotondando a ml. 4,00 la possibilità quindi di spazio e relativa produzione energetica elettrica da fotovoltaico, risulta enorme e indicativamente pari a 250 kw a chilometro. Arrotondando sempre per difetto con una copertura di circa 10.000 km di ferrovia (in Italia le linee ferroviarie elettrificate sono pari al 70 % ed è una tra le più alte d’Europa) si otterrebbe una produzione elettrica di 2.500.000 KW. cioè 2.500 MW (Megawatt ). Secondo uno studio di A.T. Kearney, per fine anno verranno installati altri 850 megawatt, contro i 720 del 2009. In tutto, la potenza del fotovoltaico italiano dovrebbe toccare così i 2.000 megawatt complessivi e la produzione di corrente elettrica arriverebbe all’1 per cento della domanda. Le aziende italiane dell’energia del sole, secondo lo studio, nel 2009 hanno registrato ricavi per 2,35 miliardi di euro, in crescita del 39% rispetto agli 1,69 del 2008, con la prospettiva di arrivare a un valore complessivo del settore di 3 miliardi a fine 2010. Una crescita che si inserisce nel boom mondiale di questa tecnologia sempre più diffusa. Per meglio confrontare il dato di produzione di MW possibile, basta considerare che una centrale nucleare può produrre da 40 a 1.500 MW. La proposta del Governo Italiano attuale è di 6 centrali nucleari da 1.500 MW
Vantaggi.
A – IMPATTO AMBIENTALE. La superficie occupabile è di fatto inutilizzata ed evita, come sta accadendo, di sottrarre superficie vocata all’agricoltura o ad altre destinazioni d’uso producendo un forte impatto ambientale. Evita altresì di occupare i tetti di edifici esistenti (capannoni o case) la cui vetustà potrebbe non essere in grado di conservare l’edificio per un periodo maggiore alla stessa durata del pannello collocato in copertura. Per questi motivi occupando lo spazio delle linee ferroviarie si ottiene un impatto ambientale di gran lunga minore rispetto ad altre collocazioni, essendo anche superfici già compromesse. L’impatto visivo non altera la condizione attuale.
B – PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA A REGIME DI MONOPOLIO. Il monopolio di produzione elettrica (la proprietà fondiaria è di un’unica società) da parte di Ferrovie dello Stato Spa darebbe la possibilità di essere esso stesso produttore ed erogatore di energia elettrica;
C – RETE DI DISTRIBUZIONE ELETTRICA. La rete elettrica aerea è già presente lungo le tratte ferroviarie e pertanto risulta semplice l’immissione di energia elettrica da dove viene prodotta fino alla distribuzione sul territorio;
D – CONSUMO PROPRIO DELLE FERROVIE. Il consumo dei locomotori e delle esigenze ferroviarie verrebbe interamente coperto dalla stessa produzione in proprio di energia dei pannelli fotovoltaici posti lungo i percorsi;
E – POSA E MANUTENZIONE. La posa e la manutenzione essendo a livello di terra non implicano strutture onerose derivanti dalla sicurezza di cantiere per tali prestazioni;
F – INGEGNERIZZAZIONE DEL PRODOTTO. La produzione di un unico pannello standard con relativi supporti per tutta la superficie ferroviaria potrebbe soddisfare la fornitura lungo i percorsi;
G – PULIZIA DELLA SUPERFICIE DEL PANNELLO FOTOVOLTAICO. La possibilità di tenere pulite le superfici dei pannelli fotovoltaici è data dal passaggio dei convogli che applicando alle carrozze ferroviarie ultime un impianto a spazzola rendono possibile il lavaggio continuo migliorando la produttività.
Sebbene il costo dell’energia salga, all’Enel non sanno fare niente di meglio che proporre progetti per parchi eolici. Naturalmente non gli viene in mente che se il costo dell’energia sale è proprio perché insistono a installare parchi eolici e fotovoltaici il cui costo sale enormemente per il prezzo di esproprio o di affitto delle superfici occupate. L’Enel è in buona compagnia: le Ferrovie dello Stato, ad esempio, si vantano di installare pannelli FV sui treni. Li chiamano treni fotovoltaici. La svolta potrebbe consistere nelle linee ferroviarie fotovoltaiche.
FF SS ff®
(Ferrovie Statali fotovoltaiche)
FFSS voleva dire Ferrovie dello Stato ma con una “licenza poetica”.
Infatti nelle sigle il raddoppio della consonante sta per plurale, ma non potendo ne scrivere FFS che secondo qualcuno all’ex ministero dei trasporti stava brutto, e ne potendo ammettere che di italie ce n’erano più di una hanno comunque raddoppiato quella S.
Il marchio potrebbe quindi diventare Ferrovie Statali fotovoltaiche
Sicuramente!
Riprendiamo da OggiTreviso la notizia di una serata particolarmente interessante per discutere dei problemi che ci hanno minacciato recementente.
Sabato 20 novembre 2010, ore 18:00, presso la sala consiliare del Municipio, si parla di “Messa in sicurezza idraulica del territorio”.
L’incontro è promosso dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato e dal sindaco Paolo Speranzon.
Saranno presenti gli assessori regionali all’ambiente Maurizio Conte e alla protezione civile Daniele Stival.
Non sarebbe meglio così (vedi foto e commento) invece di rovinare il mondo con il fotovoltaico?




