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vitallamotta

Il grande freddo: Meteo locale

by redazione on gennaio 31, 2012

La storia si ripete… In attesa della grande ondata di gelo che sta arrivando dalla Siberia, forse potrà tornare utile un vecchio ma sempre valido servizio su cui possiamo contare da diversi anni grazie all’A.N.A.(Ass. Nazionale Alpini) di Motta.

Ecco il link: Current Weather Conditions at Motta di Livenza, Italy.

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LA SALUTE CHE SFUMA” (il prossimo potresti essere tu)

by redazione on gennaio 28, 2012

L‘Associazione Cittadini in MoVimento con sede ad Oderzo (TV), che raggruppa persone dell’opitergino-mottense interessate a promuovere qualsiasi iniziativa avente lo scopo di favorire la circolazione di informazioni libere e utili ai cittadini, è lieta di segnalare l’evento:

LA SALUTE CHE SFUMA” (il prossimo potresti essere tu)

 

Serata informativa su inquinamento ambientale, territorio e salute, (si allega volantino)
2 febbraio 2012 ore 20.45 - Motta di LivenzaPatronato Don Bosco (via Squero n.10 c/o)

 

Si parlerà del presente e del futuro del nostro territorio, dei progetti che stanno prendendo forma e di altri in stadio avanzato, dell’inquinamento ambientale e dei danni che può provocare alla salute. Si cercherà di dare delle risposte alle persone che desiderano informarsi su cosa significhi avere alle porte di casa una centrale, che sia a turbogas o a biomassa, come stanno valutando a Chiarano,  portando la testimonianza di chi conosce in maniera approfondita la recente esperienza del portogruarese dove sono proliferati impianti del medesimo tipo.

 

PROGRAMMA
  • Introduzione da parte di un rappresentante dell’associazione
  • Necessità di una valutazione integrata ambiente-salute in linea col Piano sanitario Nazionale 2011-2013”
  • Ing. Marco Stevanin - Consulente ed esperto in valutazioni d’impatto ambientale
  • Polveri sottili e nanoparticelle: effetti sulla salute”
  • Dott. Mario Mazzucato - Ematologo e ricercatore presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano
  • Interventi e domande del pubblico.

 

 

Info: stefano.astolfo@gmail.com oppure 349/7838072

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Sotto l’albero: un augurio e un testo

by redazione on dicembre 25, 2011

dolci capannoni!

A tutti i nostri lettori inviamo i più sinceri auguri di buon Natale e buone feste!
Purtroppo, sotto l’albero quest’anno forse c’è un po’ più di spazio. O forse non c’è nemmeno l’albero, chissà?

Un piccolo regalo per tutti però ce l’ha messo il nostro Fabio Franzin, che ha pubblicato proprio in questi giorni un breve testo dedicato al paese in cui vive, ma che riflette dolorosamente sul contesto e sulla vita delle persone che l’attraversano.

Motta di Livenza / Paesi e città

di Fabio Franzin

Mita, Mota, Mata, da due fiumi sei bagnata dal Livenza e ‘l Montegàn, tuti i mati i sta in Alban. Parto da questo motto-scioglilingua locale, dal bilinguismo italiano-dialetto, per parlare del mio paese, perché in esso è contenuta, in geografia e idioma, tutta la mia vicenda umana. E incomincio dai versi centrali dello stesso: il paese in cui vivo è bagnato da due fiumi, il, o meglio, la Livenza, al femminile come qui si usa…

Continua su Doppiozero »

1511-2011: la terra trema

by redazione on giugno 29, 2011

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Sinceramente, ci bastava il pericolo legato ai fiumi Livenza e Monticano. Ora però anche la terra ci ha ricordato che può tremare. È di questa mattina infatti la notizia di una scossa di magnitudo 3 della scala Richter. Modesta rispetto a quanto si è visto solo qualche tempo fa in Giappone. Ma sufficiente a spaventare, a dare per qualche secondo il senso del vuoto e dell’impotenza (la notizia su Oggi Treviso).

Non è però la prima volta che la terra trema in questo territorio. Ma per una curiosa coincidenza forse la più celebre e rovinosa scossa che si ricordi avvenne giusto l’anno dopo l’apparizione della Vergine a Giovanni Cigana! Proprio l’anno scorso infatti abbiamo ricordato i cinquecento anni dall’apparizione del 9 marzo 1510. E ora i cinquecento anni di quel terremoto.

Il 26 marzo 1511 infatti ci furono notevoli crolli in tutto il Triveneto. A Sacile, per esempio, crollò il palazzo Pretorio, il campanile di San Nicolò e “il Livenza si arrestò nel suo corso”, ma è a Cividale che si ebbero i danni maggiori e più drammatici. L’evento si fece sentire naturalmente anche alla Motta, dove la Comunità fu costretta a deliberare il restauro della sua sede amministrativa, cioè la “Loggia diroccata dal terremoto” (Estratto delle Parti, 9 giugno 1511, carta 20 recto).

1511 marzo 26, all’ora ventesima si succedettero a brevi intervalli nello spazio di qualche minuto primo. Nella notte furono sentite ancora quattro scosse ma brevi e deboli.
Oltre al Friuli risentirono la scossa tutto il resto della penisola, l’Istria, la
Carniola, gran parte della Germania ed altri paesi.
Ad Udine diroccarono tutto il castello e la loggia vecchia, che allora era
annessa alla chiesa di San Giovanni. Dall’alto del duomo precipitò un pinnacolo e rovinarono parecchie case e molti fumaioli. Gli edifici che non crollarono furono tutti screpolati. Per qualche mese l’aria fu piena di fetide esalazioni.
A Tolmino rovinò il castello. A Cividale crollarono la chiesa, i campanili di S. Domenico, S. Francesco e del monastero di Valle e circa ventotto case.
Fuvvi rovina di case anche a Madonna del Monte, Faedis e Tenzone.
A Tarcento fu quasi distrutto il castello. A Gemona fu molto disastroso.
Caddero quivi moltissime case, il dormitorio del convento di Santa Agnese, la massima parte del monastero di S.ta Clara, le chiese di S.ta Maria la Bella e di San Biagio di Sopra e le croci di tre campanili.
Crollarono pure la torre delle ore e buona parte dei fortilizzi delle mura del Comune dalla porta degli Asini alla torre di Battaglia. Le case che non caddero furono tutte più o meno danneggiate.
Presso a Gemona si apersero i due monti Gemona e Fratteto e l’acqua della fonte del paese sgorgò torbida per due mesi. A Tolmezzo rovinò la chiesa. A Sacile crollarono gran parte del palazzo, il campanile di S. Nicolò e parecchie case e camini. Il Livenza s’arrestò nel suo corso.
A Pordenone si fesse la torre del campanile, sonarono da sè le campane e caddero molti fumaioli. Osoppo cadde in parte e Pinzano tutto si aperse.
Lo stesso terremoto cagionò disastri in tutto il Triveneto e fu sentito anche nel Veronese. Nello stesso anno si ebbero altre 12 scosse, di cui quella dell’8 agosto fece crollare una gran parte di Cividale, seppellendo sotto le rovine circa 3.000 persone, poi diroccò il palazzo patriarcale, che nei precedenti terremoti era stato assai danneggiato.
[Tratto da A. Tommasi, I terremoti nel Friuli dal 1116 al 1887, Roma 1888, pp. 12-13]

 
  

La donna nel pensiero di E. Stein

by redazione on maggio 11, 2011

Il Centro Culturale “G. La Pira” ha organizzato un incontro con la Prof.ssa Angela Ales Bello, Docente di Storia della Filosofia Contemporanea presso la Pontificia Università Lateranense, sul tema “La donna nel pensiero di Edith Stein”.

Info:
venerdì 13 maggio alle ore 21,
Motta di Livenza, Basilica della Madonna dei Miracoli, sala Padre Leonardo Bello

 

  

 

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