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serenità

Happy Ends

by redazione on luglio 3, 2009

the_endingsA volte le storie finiscono bene.

Già da qualche giorno avevamo intezione di raccontare la conclusione di alcune vicende locali che avevano coinvolto questo blog lo scorso autunno e che da allora sono rimaste in sospeso.

Prima storia. Ricordate la casa dei puffi? E i simpatici commenti  su chi redige questo blog che l’aveva segnalata?

Be’, “i puffi son così…” ora l’azzurro è sparito, sostituito da una tinta chiara e calda, più rispettosa della vicinanza ad un monumento nazionale, una basilica che lì accanto esiste da quasi cinquecento anni, e al contesto di un bel viale di ippocastani che sinuoso raccorda i due centri mottensi.

Seconda storia. Ricordate l’asilo di Lorenzaga? E il pandemonio suscitato dalle dimissioni di due maestre?

Be’, ora il presidente, don Ugo Samaritani, è sparito, sostituito egregiamente da un altro sacerdote. E altrettanto bene sono state sostituite anche le maestre da altre persone molto preparate e sensibili. Il clima è ristabilito, a nostro avviso, come prova la bella festa di fine anno, celebrata solo qualche settimana fa.festa_lorez

Non si tratta di un miracolo della Madonna di Motta, ma probabilmente - lo dobbiamo ammettere, e senza piaggeria - dell’intervento silenzioso e intelligente di chi ci amministra.

Un asilo tranquillo e sereno

by smms on novembre 25, 2008

Scuola Materna di Lorenzaga

Che succede all’asilo di Lorenzaga?

Tutti ne hanno parlato sempre e solo bene, anzi benissimo. Tanti vi hanno portato i loro figli pur abitando a Motta, a pochi passi dal vecchio asilo comunale. Ma ora pare che l’idillio sia finito, e in modo brusco, improvviso.

La Tribuna di domenica scorsa ha dato voce a qualche genitore che aveva partecipato all’assemblea straordinaria di venerdì 21 novembre. Il resoconto è, giocoforza, un po’ confuso. I genitori sono tanti e hanno voci diverse, talvolta discordanti.

Ma noi c’eravamo! C’eravamo a quella assemblea perché era stata indetta, qualche giorno prima, per le improvvise dimissioni di due maestre “storiche”. Due persone straordinarie, che avevano lavorato con tanta passione, sensibilità e intelligenza con i bambini di quella scuola per lunghi anni.

Com’era possibile che se ne andassero via? Per avere una risposta chiara e concreta a questo semplice quesito chi scrive era presente all’assemblea di venerdì sera.

Un incontro fiume che è durato più di 3 ore, ma che non ha dato risposte chiare e concrete. Le due maestre, Cinzia e Chiara, si dimettono perché non possono più assicurare serenità e tranquillità. Il loro rapporto con la dirigenza non più possibile. Punto. Questo il verdetto ufficiale.

A nulla è servito chiedere spiegazioni, dettagli, chiarimenti. A richieste di concretezza s’è risposto solo e testardamente con termini astratti: mancanza di serenità, troppa rigidità, difficoltà di rapporti.

Certo, alla fine s’è capito che la dirigenza e le maestre non vanno più d’accordo. Ma nessuno ha spiegato perché, su quali questioni, per quali motivi chiari e concreti questo accade. Le maestre non hanno voluto (o potuto) spiegare, si sono chiuse nel loro silenzio senza aggiungere altro e lasciando tutti a brancolare nel buio.

Curioso quindi che il Presidente (come ama farsi chiamare don Ugo, il responsabile religioso della struttura) ieri abbia diffuso un comunicato a dir poco agghiacciante: non si discute più, il discorso è finito (scarica il comunicato). Dopo quell’assemblea e dopo l’articolo sulla Tribuna di domenica, non si attende più, le maestre vengono immediatamente sostituite da nuove persone. Il Presidente dichiara “per assicurare un clima di serenità e di laboriosità alla scuola, ho pensato di incominciare con le nuove maestre”. Amen.

Seguono gli articoli della Tribuna.

Articoli aggiornati al 26.11.2008: nuova comunicazione del Presidente. Che sembra tuttavia lasciare aperte tutte le perplessità, perché non risulta chiaro come una divergenza, per quanto forte, sul problema della sicurezza e della normativa, possa davvero portare a dimissioni in tronco di chi lavora in quell’istituto da diversi anni. E se è davvero così, non si evince dalle parole del Presidente quali siano concretamente i termini del contendere.

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