by redazione on agosto 5, 2010
Come affermava il buon Cicerone, “Historia magistra vitae est” (De Oratore, II, 9). Maestra di vita e di correttezza, che, come si dice nella volgar favella, non va tirata per la giacchetta.
Oggi un commentatore di questo cattivo blogghetto ci ha ricordato che la stampa locale ha appena segnalato l’ultima sentenza degli storici, documenti alla mano, sul caso Urbinati. Che non è morto, né è stato colpito a Motta di Livenza, ma in Friuli, a Palazzolo dello Stella.
Il documento è visibile cliccando sull’immagine presente in questo articolo.
Per chi avesse però perso le puntate precendenti e volesse ricostruire un po’ la piccola polemica sul monumento da erigere in borgo Aleandro all’interno dell’articolo troverà un piccolo e veloce riassunto, che speriamo abbastanza completo (ci scusiamo per eventuali omissioni e fraintendimenti). Con gli storici non si scherza!
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by redazione on luglio 1, 2010
Vorremmo cominciare ancora una volta con “… anche quest’anno abbiamo qualcosa da leggere sotto l’ombrellone”. Ma chi pubblica oggi la nuova polemica estiva è così avaro di informazioni chiare e concrete sul reale intento dell’amministrazione, che ci vediamo costretti ad aspettare una voce più informata. Cosa vuol dire, infatti, “cambiare la toponomastica”? Un nuovo nome? E quale sarebbe? Perché? E quale sarebbe il nuovo monumento previsto? E’ vero che l’amministrazione non deve chiedere a ogni singolo cittadino, ma siccome all’insieme dei singoli cittadini deve prima o poi rispondere… meglio condividere. Un po’ come s’è fatto per Piazza dei Grani. O no?
Intanto leggiamoci la cronaca locale. E speriamo.
[AGGIORNAMENTO: come avrete potuto vedere negli articoli che ci provengono dal Network Locale, una risposta precisa, puntuale ed estremamente ragionevole è comparsa nel blog ufficiale di Forza Motta & Liga Veneta. Ringraziamo l’autore del post per aver contribuito al chiarimento della questione.]
[AGGIORNAMENTO del 15.07.10: tra i commenti a questo articolo una risposta dell’architetto Alfonso Vesentini]
[AGGIORNAMENTO: tra i commenti altri due risposte dell’arc. Vesentini]
MOTTA La storica piazzetta cambierà nome: residenti all’oscuro. L’assessore Gargan: «Scelta oculata»
Borgo Aleandro: la furia dell’architetto
Alfonso Vesentini: «Vogliono cambiare il volto a un luogo tutelato»
MOTTA DI LIVENZA - (g.r.) Il comune di Motta vuole piazzare un nuovo monumento nella piazzetta di Borgo Aleandro, ex Borgo degli Angeli, cambiandone la toponomastica. Un professionista che lavora nell’area non ci sta e non le manda a dire. Con una lettera al sindaco Paolo Speranzon, l’architetto Alfonso Vesentini, con studio in Borgo Aleandro, sfoga la propria rabbia. «Prendo atto della scelta di intervenire sulle vecchie scuole elementari, ponendovi un monumento e cambiando l’indirizzo - spiega - ma l’idea di cambiare nome alla storica piazzetta di “Borgo Aleandro” è passata sopra le nostre teste. I promotori del progetto hanno saputo scegliere un’area suggestiva, ma ignorandone l’origine. Solo l’assessore Giampaolo Gargan - tuona Vesentini - mi ha informato della questione. In passato per questo edificio, venduto dall’amministrazione a un’impresa privata, era prevista la demolizione con costruzione di appartamenti. All’epoca Nico Martini e Gianni Capovilla si prodigarono, ottenendo il vincolo conservativo della Soprintendenza. Forse gli assessori non conoscono la storia del sito? Questo era il primo nucleo di Motta con la chiesa ed il campo santo di cui resta il muro di recinzione. Il mio interessamento con l’acquisizione e il piano di recupero ha restituito alla città parte delle proprie radici. Sarebbe stato opportuno mettermi al corrente del cambio di indirizzo, dell’idea di collocarvi un monumento (su cui avrei parecchio da dire) e degli altri progetti su un sito che ho contribuito a conservare e migliorare. I miei dubbi - conclude l’architetto - sono gli stessi degli altri residenti in Borgo Aleandro». Di fuoco la replica dell’assessore Gargan : «Quello è suolo pubblico. Abbiamo chiesto il parere alla Sovrintendenza che stiamo attendendo. L’amministrazione è al servizio della gente, ma non deve chiedere a ogni singolo cittadino della piazzetta se gli piace il nuovo nome». (Giovedì 1 Luglio 2010)
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