by redazione on luglio 7, 2010
A Maserada la nuova biblioteca fa notizia per la sua bellezza e per l’organizzazione. E’ sicuramente un bell’esempio su cui meditare sotto l’ombrellone, magari anche solo per incentivare la valorizzazione di ciò che si ha.
Vi proponiamo un articolo apparso su OggiTreviso.
Ma anche la rivista EST da sfogliare online: cliccare qui.
LA BIBLIOTECA SUSCITA INTERESSE PER LA SUA BELLEZZA
Est, la rivista dell’Ance Veneto, gli dedica un ampio servizio
MASERADA SUL PIAVE - La biblioteca comunale di Maserada è stata oggetto di un ampio servizio sulla pagine patinate delle rivista Est, Edilizia Sviluppo Territorio, numero 8 di marzo–aprile 2010.
Si tratta della pubblicazione promossa da Ance, Associazione nazionale costruttori, del Veneto. L’autrice del pezzo, Federica Paoli, ha contattato AmacaArchitettiAssociati, lo studio di Treviso che ha vinto il concorso di idee indetto dall’amministrazione per scegliere il miglior progetto, e in particolare l’arch. Monica Bosio che ha seguito in prima persona i lavori.
La giornalista si è dimostrata molto interessata proprio al fatto che l’edificio fosse derivato da un concorso di progettazione indetto da un Comune. Di recente, poi, lo studio di architettura è stato contattato anche da Davide Longhi un docente dell’Università Iuav di Venezia che, in collaborazione con la Regione Veneto, sta sviluppando un progetto di ricerca sull’ “Architettura contemporanea in Veneto”.
Il professore ha chiesto di mettere a disposizione alcune immagini della nostra biblioteca, oltre ad altri progetti realizzati dai professionisti, in vista di una selezione per una futura pubblicazione e successiva mostra. Certamente una gran bella soddisfazione anche per l’amministrazione comunale che è molto felice per il positivo riscontro che la nuova struttura, inaugurata il 18 aprile 2009, sta ottenendo fra gli utenti, di gran lunga superiori a quelli che prima accedevano alla vecchia struttura presso palazzo don Romero.
Posted via email from lacastella.it
by smms on gennaio 11, 2010

Il poliedrico Alessandro Marchetti, a solo due mesi dall’uscita della sua ultima fatica, pubblica per la Editrice Tredieci di Camino di Oderzo la sua quinta opera letteraria.Dopo due racconti noir, una raccolta di articoli di blog e una di poesie sul Natale, “Il principe turchino” segna il suo debutto nel genere fiaba per bambini. Ma in fondo questa sua ultima storia e la precedente “La terza rata di troppo”, per quanto diverse, hanno dei punti in comune: a partire dai due protagonisti, entrambi caratterizzati dai tipici stilemi dei rispettivi generi letterari, entrambi anonimi e inseriti in un ambiente indefinito.
Entrambe le storie omaggiano un genere: il primo il romanzo nero della metà del Novecento, il secondo la narrativa per ragazzi della miglior tradizione. Marchetti lo fa anche con una serie di citazioni più o meno nascoste, a partire dall’incipit del libro, chiaro riferimento alle prime battute del “Pinocchio” di Collodi. Tratto distintivo del protagonista è chiaramente il colore del mantello, turchino: ben presto egli si troverà davanti ad un più quotato principe azzurro… al lettore lasciamo il compito di scoprire come andrà a finire.
Le illustrazioni a colori di Alberta Tessarolo segnano una nuova tappa nell’ormai solido sodalizio artistico tra i due giovani autori opitergini.
“Il principe turchino” di Alessandro Marchetti
Illustrazioni di Alberta Tessarolo
Tredieci Editrice, dicembre 2009,
7 euro
[Tratto da L’Azione, domenica 10 gennaio 2010]
via Ciao Lord
by redazione on settembre 20, 2009
by redazione on aprile 27, 2009
E’ appena uscito da Feltrinelli il libro Gorgo. In fondo alla paura di Gianfranco Bettin. Come non segnalare un libro così ai nostri affezionati lettori, anche se non si condividono le posizioni politiche dell’autore?
Non l’abbiamo ancora letto, ma contiamo di scrivere presto una recensione e magari raccogliere commenti e recensioni altrui.
Compra online
Tutto avviene nella notte del 20 agosto 2007. Il luogo è Gorgo al Monticano, nel cuore della Marca trevigiana, ma la “scena” è in realtà quella del profondo Nordest. Due anziani coniugi, custodi di una grande villa, vengono sorpresi nel sonno da banditi che li uccidono brutalmente dopo averli torturati per costringerli ad aprire la cassaforte. Il delitto è orrendo, bestiale. Il paese è sconvolto, ma è l’intero Nordest a ritrovarsi profondamente scosso. A Roma, il governo guidato da Romano Prodi vara provvedimenti straordinari. Mentre le polemiche si fanno roventi, con la Lega che rilancia le ronde padane a presidio del territorio, si giunge all’arresto di tre sospetti. Sono un ragazzo romeno di vent’anni, che lavora nell’azienda del proprietario della villa, e due albanesi, Artur Lleshi e Naim Stafa, irregolari, pregiudicati, fuori in anticipo grazie all’indulto varato l’anno prima dal Parlamento: i personaggi ideali per scatenare un’ulteriore ondata di rabbia e per radicare ancor più il senso di minaccia in tutto il paese.