Domani, si sa, si celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Crediamo che, al di là delle discussioni e delle polemiche (anche strumentali), questo sia un momento importante che va onorato senza dubbio. Ma con pacatezza e senza dogmatismi. Magari anche con discussioni, sacrosante discussioni, che non sono altro che un atto d’amore. Perché, è ovvio, che chi non discute, se ne frega. E chi invece discute e anche contesta esprime un sentimento di passione e, molto probabilmente, la volontà di migliorare lo stato delle cose. Solo che la discussione deve essere civile e onesta, intellettualmente onesta.
Per esempio, una delle caratteristiche straordinarie del nostro paese è proprio l’avere avuto una storia millenaria composita, con uno spiccato carattere regionale e municipale, che ha dato esiti altissimi e fragorose cadute.
Si tratta, come ognuno s’avvede, di una questione delicata e complessa, che richiederebbe ben altra articolazione.
Qui ci limitiamo solo a suggerire una lettura, inviataci recentemente da Giampiero Rorato (che ringraziamo). Un testo agile e piano, non appesantito da puntuale menzione di fonti, che ripercorre la vicenda dei cittadini mottensi protagonisti del Risorgimento. Lo consigliamo a tutti i nostri affezionati naviganti come piccola riflessione per la giornata di domani (link).





