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Monumentum

by redazione on agosto 5, 2010

Come affermava il buon Cicerone, “Historia magistra vitae est” (De Oratore, II, 9). Maestra di vita e di correttezza, che, come si dice nella volgar favella, non va tirata per la giacchetta.

Oggi un commentatore di questo cattivo blogghetto ci ha ricordato che la stampa locale ha appena segnalato l’ultima sentenza degli storici, documenti alla mano, sul caso Urbinati. Che non è morto, né è stato colpito a Motta di Livenza, ma in Friuli, a Palazzolo dello Stella.
Il documento è visibile cliccando sull’immagine presente in questo articolo.

Per chi avesse però perso le puntate precendenti e volesse ricostruire un po’ la piccola polemica sul monumento da erigere in borgo Aleandro all’interno dell’articolo troverà un piccolo e veloce riassunto, che speriamo abbastanza completo (ci scusiamo per eventuali omissioni e fraintendimenti). Con gli storici non si scherza!

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Apparizione!

by redazione on aprile 3, 2009

fontebasso

Ecco, la giunta di Motta ha deliberato: abbiamo un programma per le celebrazioni del giubileo mariano del 2010, abbiamo un comitato e abbiamo anche una domanda in Regione per 250 mila euro.

La notizia è apparsa sul Gazzettino di ieri. A meno di un anno dal 9 marzo del 2010 il Comune si muove.

Segue il testo del Gazzettino del 2 aprile 2009.

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La casa dei puffi!

by redazione on novembre 4, 2008

Che delizia l’edilizia!

Come ci segnalano alcuni cittadini, a Motta di Livenza è stato ristrutturato un vecchio edificio, che è diventato - ohibò! - completamente azzurro. Come la casa dei puffi!

Un orrore, certo. Un pugno nell’occhio, per chi gli occhi ancora ce l’ha.

Anche se all’apparenza può sembrare che non ci sia nulla di troppo grave, nulla di cui scandalizzarsi, si deve osservare che si tratta di un locale pubblico a ridosso della basilica francescana (cfr. Google Maps). Un luogo, all’ingresso del paese, che tra poco più di un anno celebrerà il cinquecentenario dell’apparizione miracolosa e della fondazione del convento. E accoglierà, speriamo, migliaia di visitatori. Che daranno un occhiata anche al resto del paese… forse.

Mettiamola così: quella bella tinta intende richiamare il manto della Vergine.

Siete d’accordo? Tutto per il meglio?

Segue una piccola galleria di immagini

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La sfortuna di Zeno

by redazione on ottobre 21, 2008

Dopo lungo (e colpevole) silenzio riprendiamo le pubblicazioni sul nostro blog per segnalare un appuntamento davvero da non perdere.

Come è ben noto, il 13 settembre 1928 Italo Svevo trovò la morte nell’ospedale di Motta di Livenza in seguito a un incidente sulla strada statale Postumia.

Per celebrare degnamente l’80° anniversario dello sfortunato evento, su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura, giovedì 30 ottobre si terrà un incontro un po’ particolare presso la veneranda Biblioteca Comunale di Motta di Livenza. Sarà presentata la riedizione, voluta dallo stesso Assessorato, di un racconto già innumerevoli volte pubblicato a partire dal 1929 (prefazione di Eugenio Montale) e del tutto fuori copyright. Ma soprattutto sarà discussa la cartella clinica del povero scrittore, con la partecipazione di autorevoli esponenti dell’ospedale riabilitativo di Motta, dove per l’appunto Svevo fu ricoverato.
Il Presidente della Biblioteca Civica quindi guiderà sapientemente la discussione intorno al tema cruciale: “il povero Svevo se la sarebbe cavata con la tecnologia odierna?”

Ecco comunque una completa informazione sull’evento attraverso il comunicato stampa ufficiale pubblicato dal “Gazzettino”:

Svevo ritorno a Motta

Svevo ritorno a Motta. E questa volta per rivivere. Lo scrittore triestino infatti morì in un incidente stradale a il 13 settembre del 1928. L’autore de “La coscienza di Zeno” verrà celebrato nell’80° anniversario dalla scomparsa. E lo si farà in una maniera un po’ particolare.
L’occasione è la presentazione del libro “La buona novella del buon vecchio e della bella fanciulla”, già edito postumo nel ‘30 e ristampato oggi da Morganti Editore: al progetto ha volutamente partecipato anche l’Amministrazione comunale appunto per celebrare la ricorrenza. Ma, con il presidente della biblioteca Lazzaro Marini e l’assessore alla Cultura Sabrina Matteazzi, parteciperanno non a caso anche diversi esponenti dell’Ospedale riabilitativo di Motta, tra cui il direttore Alberto Prandin, il direttore sanitario Marco Cadamuro Morgante, il responsabile della cardiologia Giuseppe Favretto e quello di medicina generale Quirino Messina. Perché? L’equipe tenterà di dare risposta al quesito: “Con le tecnologie attuali Svevo si sarebbe salvato?”.

Verrà quindi confrontata la cartella clinica di allora, redatta dal chirurgo Giovanni Cardazzo e verrà aperta una piccola indagine valutando secondo le più moderne conoscenze l’anamnesi firmata dal medico legale dell’epoca. Durante la serata si leggerà anche un racconto, firmato dal mottense Piero Sanchetti , sull’incidente che costò la vita all’autore di “Senilità”, il cui vero nome era Ettore Schmitz. La città mottense aveva peraltro già dato ampio risalto alla figura del celebre triestino in occasione del 75° anniversario della scomparsa, organizzando una retrospettiva stampa allestita alla fondazione Giacomini.

Il quarto romanzo di Svevo, Il vecchione o Le confessioni del vegliardo, rimarrà incompiuto proprio a causa della morte dello scrittore, il 13 settembre 1928 nell’ospedale di Motta di Livenza, in seguito ad un incidente stradale avvenuto mentre tornava da una gita con la famiglia a Bormio. Aron Hector Schmitz (Svevo) era nato il 19 dicembre 1861 a Trieste da una famiglia di origine ebraica benestante, proveniente dall’Ungheria, il padre Francesco Schmitz, la madre Allegra Moravia.

L’incontro è previsto per il 30 ottobre alle 20.45 nella sede della biblioteca civica in via Riviera Scarpa, ingresso libero. Informazioni: 0422.86.10.13 o 0422.76.15.13.

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