by redazione on agosto 18, 2011
L’é stronzo co’là, e basta
Anca incùo, tre de agosto domìe e undese,
intànt che ‘e borse brusa mièri de miliardi
e tuta l’economia del mondo ‘a ghe sbrissa
via dae man sporche e sbusàdhe dei póitici,
anca incùo son qua sot el sol che vae ‘torno
fra capanóni vèrti e altri seràdhi opùra vòdhi,
son qua che vae in zherca de ‘na fabrica che
no’ son bon de catàr, Formaplast ‘a se ciama
e core vose che ghe serve operai. Son qua pa’
presentàr ‘a domanda, ‘a via la ‘é quea justa,
‘ò controeà tre volte tea carta… l’unica ‘lora
l’é provàr ‘ndo’ che i cancèi i ‘é spaeancàdhi
e no’ l’é nome tel canpanèl, ‘ndo’ che no’ i ‘à
‘ncora serà pa’e ferie. Me ‘vizhine a un de chii
capanóni co’i portóni in sfesa, òce bobine e
scafài, tasse de panèi, rulière e machinari…
Continua la lettura su “Nazione Indiana” >>
by redazione on luglio 24, 2011
Venerdi 29 luglio presso l’oratorio di Santa Maria di Campagna di Cessalto alle 21:00, ci sara’ la presentazione del libro “Ogni Giorno”.
Vale la pena partecipare e magari portare un amico per sostenere la ricerca scientifica sull’Atassia di Friedreich (Wikipedia).
by redazione on giugno 29, 2011

Sinceramente, ci bastava il pericolo legato ai fiumi Livenza e Monticano. Ora però anche la terra ci ha ricordato che può tremare. È di questa mattina infatti la notizia di una scossa di magnitudo 3 della scala Richter. Modesta rispetto a quanto si è visto solo qualche tempo fa in Giappone. Ma sufficiente a spaventare, a dare per qualche secondo il senso del vuoto e dell’impotenza (la notizia su Oggi Treviso).
Non è però la prima volta che la terra trema in questo territorio. Ma per una curiosa coincidenza forse la più celebre e rovinosa scossa che si ricordi avvenne giusto l’anno dopo l’apparizione della Vergine a Giovanni Cigana! Proprio l’anno scorso infatti abbiamo ricordato i cinquecento anni dall’apparizione del 9 marzo 1510. E ora i cinquecento anni di quel terremoto.
Il 26 marzo 1511 infatti ci furono notevoli crolli in tutto il Triveneto. A Sacile, per esempio, crollò il palazzo Pretorio, il campanile di San Nicolò e “il Livenza si arrestò nel suo corso”, ma è a Cividale che si ebbero i danni maggiori e più drammatici. L’evento si fece sentire naturalmente anche alla Motta, dove la Comunità fu costretta a deliberare il restauro della sua sede amministrativa, cioè la “Loggia diroccata dal terremoto” (Estratto delle Parti, 9 giugno 1511, carta 20 recto).
1511 marzo 26, all’ora ventesima si succedettero a brevi intervalli nello spazio di qualche minuto primo. Nella notte furono sentite ancora quattro scosse ma brevi e deboli.
Oltre al Friuli risentirono la scossa tutto il resto della penisola, l’Istria, la
Carniola, gran parte della Germania ed altri paesi.
Ad Udine diroccarono tutto il castello e la loggia vecchia, che allora era
annessa alla chiesa di San Giovanni. Dall’alto del duomo precipitò un pinnacolo e rovinarono parecchie case e molti fumaioli. Gli edifici che non crollarono furono tutti screpolati. Per qualche mese l’aria fu piena di fetide esalazioni.
A Tolmino rovinò il castello. A Cividale crollarono la chiesa, i campanili di S. Domenico, S. Francesco e del monastero di Valle e circa ventotto case.
Fuvvi rovina di case anche a Madonna del Monte, Faedis e Tenzone.
A Tarcento fu quasi distrutto il castello. A Gemona fu molto disastroso.
Caddero quivi moltissime case, il dormitorio del convento di Santa Agnese, la massima parte del monastero di S.ta Clara, le chiese di S.ta Maria la Bella e di San Biagio di Sopra e le croci di tre campanili.
Crollarono pure la torre delle ore e buona parte dei fortilizzi delle mura del Comune dalla porta degli Asini alla torre di Battaglia. Le case che non caddero furono tutte più o meno danneggiate.
Presso a Gemona si apersero i due monti Gemona e Fratteto e l’acqua della fonte del paese sgorgò torbida per due mesi. A Tolmezzo rovinò la chiesa. A Sacile crollarono gran parte del palazzo, il campanile di S. Nicolò e parecchie case e camini. Il Livenza s’arrestò nel suo corso.
A Pordenone si fesse la torre del campanile, sonarono da sè le campane e caddero molti fumaioli. Osoppo cadde in parte e Pinzano tutto si aperse.
Lo stesso terremoto cagionò disastri in tutto il Triveneto e fu sentito anche nel Veronese. Nello stesso anno si ebbero altre 12 scosse, di cui quella dell’8 agosto fece crollare una gran parte di Cividale, seppellendo sotto le rovine circa 3.000 persone, poi diroccò il palazzo patriarcale, che nei precedenti terremoti era stato assai danneggiato.
[Tratto da A. Tommasi, I terremoti nel Friuli dal 1116 al 1887, Roma 1888, pp. 12-13]
by redazione on giugno 13, 2011
Ce ne siamo accorti solo qualche giorno fa, e ci scusiamo per il ritardo nel farlo presente ai nostri lettori: è uscito a fine maggio un interessantissimo romanzo-saggio di Alfonso Vesentini, noto architetto mottense, che raccoglie esperienze, osservazioni, aforismi e ricordi sotto forma di viaggio lungo l’Italia architettonicamente disastrata di oggi. Un viaggio alla riscoperta del paesaggio italiano e alla ricerca della bellezza perduta. Il libro si intitola infatti L’architetto e il Faraone. Viaggio attraverso l’Italia tra luoghi comuni e modernità (Orme Editori, 2011).
Purtroppo non possiamo aggiungere osservazioni più circostanziate perché non l’abbiamo ancora letto. Contiamo di poterlo fare presto. Qualcuno l’ha già però segnalato e nelle pagine de “Il Giornale” di sabato scorso è uscita anche una bella intervista a cura di Stefano Lorenzetto che vi invitiamo a leggere con attenzione. Ecco i link per l’approfondimento:
by redazione on giugno 3, 2011