by redazione on agosto 9, 2009
Auguriamo buone vacanze a tutti i nostri affezionati naviganti segnalando una bella recensione a Fabrica, l’ultima raccolta di Fabio Franzin.
Si può leggere da questo pomeriggio sul blog letterario Nazione Indiana (clicca qui).
Buona lettura e buon riposo a tutti!
by redazione on maggio 14, 2009
E’ uscito da qualche settimana un nuovo libro di poesia di Fabio Franzin: Fabrica (edizioni Atelier 2009, pp. 96, euro 10,00).
Ecco alcune parole dell’autore su questa sua nuova raccolta e, nel seguito dell’articolo, due brevi e intense poesie:
Fabrica è un poemetto di una cinquantina di testi, tutti composti in 5 stanze di 5 versi, che intendono analizzare dal di dentro - sono anch’io un operaio - la fabbrica come luogo umano, purtroppo spersonalizzante, prendendo spunto da La condizione operaia, saggio scritto nel 1936 da Simone Weil a seguito di una sua voluta sconfortante esperienza operaia alla Renault, se non erro; ecco, dalla mia ormai trentennale esperienza operaia, mi sembra che poco o nulla sia cambiato da allora, dal punto di vista umano, del mantenimento della dignità nel luogo di lavoro, e che troppo poco si voglia ancora, anche dopo episodi drammatici come quello della Tyssen Krupp, indagare; il nord-est dell’Italia, attraversato dagli anni ‘70 sino almeno all’anno scorso da una vera e propria furia produttiva, ha macinato metri cubi di materiale e metri cubi di anima in egual misura, con più cura per il prodotto che per il produttore. Nel mio poemetto, cerco di dar voce anche agli strumenti di questo disagio: il capo, la sirena, le lame, il rumore, i guanti, il capannone… perché è nell’insieme di tutti questi fattori e cose concomitanti che si crea il disagio, non solo i purtroppo frequenti incidenti per carenza di norme antinfortunistiche: c’è chi ha perso la vita o un arto, nel luogo di lavoro, ma c’è anche chi ha perso il sorriso, e di quello non se ne parla mai.
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by redazione on aprile 27, 2009
E’ appena uscito da Feltrinelli il libro Gorgo. In fondo alla paura di Gianfranco Bettin. Come non segnalare un libro così ai nostri affezionati lettori, anche se non si condividono le posizioni politiche dell’autore?
Non l’abbiamo ancora letto, ma contiamo di scrivere presto una recensione e magari raccogliere commenti e recensioni altrui.
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Tutto avviene nella notte del 20 agosto 2007. Il luogo è Gorgo al Monticano, nel cuore della Marca trevigiana, ma la “scena” è in realtà quella del profondo Nordest. Due anziani coniugi, custodi di una grande villa, vengono sorpresi nel sonno da banditi che li uccidono brutalmente dopo averli torturati per costringerli ad aprire la cassaforte. Il delitto è orrendo, bestiale. Il paese è sconvolto, ma è l’intero Nordest a ritrovarsi profondamente scosso. A Roma, il governo guidato da Romano Prodi vara provvedimenti straordinari. Mentre le polemiche si fanno roventi, con la Lega che rilancia le ronde padane a presidio del territorio, si giunge all’arresto di tre sospetti. Sono un ragazzo romeno di vent’anni, che lavora nell’azienda del proprietario della villa, e due albanesi, Artur Lleshi e Naim Stafa, irregolari, pregiudicati, fuori in anticipo grazie all’indulto varato l’anno prima dal Parlamento: i personaggi ideali per scatenare un’ulteriore ondata di rabbia e per radicare ancor più il senso di minaccia in tutto il paese.