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Fotovoltaico: un’alternativa

by redazione on marzo 3, 2011

Riportiamo in prima pagina il lungo commento oggi inserito da Alfonso Vesentini, noto architetto mottense, all’articolo sull’installazione di un impianto fotovoltaico nelle locali scuole elementari.

[Aggiornamento 07.03.11: segnaliamo una nuova “provocazione architettonica” inviataci oggi dallo stesso architetto Vesentini: la Basilica dei Miracoli]

[Aggiornamento 09.03.11: Risposta del consigliere Renzo Cester, che cortesemente auspica un ritorno alla realtà]

[Aggiornamenti anche dei giorni 10, 18 e 20 marzo]

Lodevole e saggia l’idea, ma non è che abbiamo anche rovinato le scuole?  Non mi sembra un’installazione pensata, ma casuale ed affrettata. Il risultato estetico è scadentissimo! Come quello nelle campagne! Ci pentiremo!

Non sarebbe meglio così (vedi foto e commento) invece di rovinare il mondo con il fotovoltaico?

Calma con l’entusiasmo della prima ora.

INSTALLARE PANNELLI FOTOVOLTAICI ALLINTERNO DELLA SUPERFICIE OCCUPATA DAI BINARI FERROVIARI ESISTENTI”.

di Alfonso Vesentini (c.f. VSN LNS 55R01 E 862B)residente in Sottoportico del Toresin 1/1 31045 Motta di Livenza (TV), nato a Malles Venosta (Bolzano) l’01.10.1955, di professione architetto iscritto all’Albo degli Architetti della provincia di Treviso al n. 442 dal 1981.

Motta di Livenza 13.12.2010

Presupposto.

FERROVIE DELLO STATO è la più grande azienda del Paese Italia. Ogni giorno 83.000 ferrovieri contribuiscono a far viaggiare più di 9mila treni e a gestire una rete di oltre 16.600 chilometri.

A chi cedere questa idea.

Ad oggi non risulta essere stato realizzato un impianto fotovoltaico a terra all’interno di una linea ferroviaria. La possibilità di utilizzo di tale idea resta quindi esclusivamente della Ferrovie dello Stato Spa per quanto riguarda L’Italia, ma l’applicazione potrebbe svilupparsi in tutti i paesi del mondo, alle società proprietarie delle linee ferroviarie.

In Italia la superficie occupata all’interno dei binari, la cui distanza è di centimetri 143, se sfruttata per una larghezza di centimetri 110, si ottiene una superficie complessiva di 18.260 chilometri quadrati.

Il bilancio e i risultati di un anno di attività espressi attraverso indicatori chiave capaci di illustrare l’andamento del Gruppo, con la produzione di energia elettrica potrebbero essere drasticamente migliorati.

La struttura del Gruppo, ha molte società partecipate da Ferrovie dello Stato Spa. Una nuova società di produzione elettrica da fotovoltaico con la partecipazione di Ferrovie dello Stato Spa, avrebbe un futuro economico garantito.

La superficie occupata dalle attuali linee ferroviarie è totalmente di proprietà delle Ferrovie dello Stato Spa.

La possibilità di occupare tale superficie per il collocamento di pannelli fotovoltaici porta a molti vantaggi di seguito elencati.

Dimensionamento e confronti.

Tenendo conto che 1 KW (1000V) viene prodotto circa ogni 4 mq di superficie fotovoltaica, potrebbero essere prodotto 1 KW ogni 3,6 metri lineari di binario ferroviario (3,6 x 1,1 = 3,96). Arrotondando a ml. 4,00 la possibilità quindi di spazio e relativa produzione energetica elettrica da fotovoltaico, risulta enorme e indicativamente pari a 250 kw a chilometro. Arrotondando sempre per difetto con una copertura di circa 10.000 km di ferrovia (in Italia le linee ferroviarie elettrificate sono pari al 70 % ed è una tra le più alte d’Europa) si otterrebbe una produzione elettrica di 2.500.000 KW. cioè 2.500 MW (Megawatt ). Secondo uno studio di A.T. Kearney, per fine anno verranno installati altri 850 megawatt, contro i 720 del 2009. In tutto, la potenza del fotovoltaico italiano dovrebbe toccare così i 2.000 megawatt complessivi e la produzione di corrente elettrica arriverebbe all’1 per cento della domanda. Le aziende italiane dell’energia del sole, secondo lo studio, nel 2009 hanno registrato ricavi per 2,35 miliardi di euro, in crescita del 39% rispetto agli 1,69 del 2008, con la prospettiva di arrivare a un valore complessivo del settore di 3 miliardi a fine 2010. Una crescita che si inserisce nel boom mondiale di questa tecnologia sempre più diffusa. Per meglio confrontare il dato di produzione di MW possibile, basta considerare che una centrale nucleare può produrre da 40 a 1.500 MW. La proposta del Governo Italiano attuale è di 6 centrali nucleari da 1.500 MW

Vantaggi.

A – IMPATTO AMBIENTALE. La superficie occupabile è di fatto inutilizzata ed evita, come sta accadendo, di sottrarre superficie vocata all’agricoltura o ad altre destinazioni d’uso producendo un forte impatto ambientale. Evita altresì di occupare i tetti di edifici esistenti (capannoni o case) la cui vetustà potrebbe non essere in grado di conservare l’edificio per un periodo maggiore alla stessa durata del pannello collocato in copertura. Per questi motivi occupando lo spazio delle linee ferroviarie si ottiene un impatto ambientale di gran lunga minore rispetto ad altre collocazioni, essendo anche superfici già compromesse. L’impatto visivo non altera la condizione attuale.

B – PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA A REGIME DI MONOPOLIO. Il monopolio di produzione elettrica (la proprietà fondiaria è di un’unica società) da parte di Ferrovie dello Stato Spa darebbe la possibilità di essere esso stesso produttore ed erogatore di energia elettrica;

C – RETE DI DISTRIBUZIONE ELETTRICA. La rete elettrica aerea è già presente lungo le tratte ferroviarie e pertanto risulta semplice l’immissione di energia elettrica da dove viene prodotta fino alla distribuzione sul territorio;

D – CONSUMO PROPRIO DELLE FERROVIE. Il consumo dei locomotori e delle esigenze ferroviarie verrebbe interamente coperto dalla stessa produzione in proprio di energia dei pannelli fotovoltaici posti lungo i percorsi;

E – POSA E MANUTENZIONE. La posa e la manutenzione essendo a livello di terra non implicano strutture onerose derivanti dalla sicurezza di cantiere per tali prestazioni;

F – INGEGNERIZZAZIONE DEL PRODOTTO. La produzione di un unico pannello standard con relativi supporti per tutta la superficie ferroviaria potrebbe soddisfare la fornitura lungo i percorsi;

G – PULIZIA DELLA SUPERFICIE DEL PANNELLO FOTOVOLTAICO. La possibilità di tenere pulite le superfici dei pannelli fotovoltaici è data dal passaggio dei convogli che applicando alle carrozze ferroviarie ultime un impianto a spazzola rendono possibile il lavaggio continuo migliorando la produttività.

Sebbene il costo dell’energia salga, all’Enel non sanno fare niente di meglio che proporre progetti per parchi eolici. Naturalmente non gli viene in mente che se il costo dell’energia sale è proprio perché insistono a installare parchi eolici e fotovoltaici il cui costo sale enormemente per il prezzo di esproprio o di affitto delle superfici occupate. L’Enel è in buona compagnia: le Ferrovie dello Stato, ad esempio, si vantano di installare pannelli FV sui treni. Li chiamano treni fotovoltaici. La svolta potrebbe consistere nelle linee ferroviarie fotovoltaiche.

FF SS ff®

(Ferrovie Statali fotovoltaiche)

FFSS voleva dire Ferrovie dello Stato ma con una “licenza poetica”.

Infatti nelle sigle il raddoppio della consonante sta per plurale, ma non potendo ne scrivere FFS che secondo qualcuno all’ex ministero dei trasporti stava brutto, e ne potendo ammettere che di italie ce n’erano più di una hanno comunque raddoppiato quella S.

Il marchio potrebbe quindi diventare Ferrovie Statali fotovoltaiche

Fotovoltaico, un commento

by redazione on febbraio 20, 2011

Come è noto,  sabato scorso c’è stata l’inaugurazione degli impianti fotovoltaici installati nelle scuole elementari di Motta.

Purtroppo alcuni cittadini, noi compresi, non sono riusciti a partecipare. Con piacere quindi accogliamo e pubblichiamo un commento su quanto realizzato da parte di Renzo Cester, Consigliere con delega al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti di energia alternativa, che ringraziamo per l’opportunità offertaci.

Sabato 19 febbraio presso le scuole elementari a Motta sono stati inaugurati i tre impianti fotovoltaici che sono stati realizzati presso il Palazzetto dello Sport, le scuole elementari e le scuole medie del capoluogo.
Prima del taglio del nastro, si è tenuto presso la sala conferenze della Casa di Riposo un convegno tenuto dall’ing.Davide Marcuzzi esperto in impianti fotovoltaici e dal dott. Federico Marzona esperto in energie alternative che hanno illustrato i risultati dei due impianti già funzionanti da quasi due anni nel territorio , descritti i nuovi appena realizzati e fornito delle spiegazioni sugli aspetti tecnici degli impianti fotovoltaici e gli incentivi statali a cui si può accedere per la loro realizzazione.
Da sottolineare la presenza di alcune classi della scuola Lepido Rocco e dell’ITIS di Motta, il cui tema del fotovoltaico come in genere le fonti di energia alternativa e il risparmio energetico rivestono un particolare interesse visto che saranno argomenti sempre di più di attualità per un futuro più sostenibile delle nostra società.

I nuovi impianti sono tre, per una potenza totale di 200 Kw. equivalente a una produzione annua di 227.000 Kwh.
Gli impianti usufruiranno di tutti i benefici del regime “scambio sul posto” per effetto della norma approvata nel 2009 a livello nazionale che da possibilità per Comuni sotto i 20.000 abitanti di comparare il territorio comunale a un singolo edificio.

Sono impianti che si sono potuti realizzare grazie a una opportunità che il Consorzio CIT ha messo a disposizione di tutti i 44 comuni del territorio e a cui questa amministrazione ha aderito da subito per la massima potenza disponibile di 200 Kw per un investimento poco inferiore al milione di euro.

Investimento che e stato possibile realizzare solo tramite degli accordi Comune – Cit – Istituti di credito, dove il contributo previsto dal conto energia erogato dal GSE ( Gestore dei Servizi Elettrici ) verrà “canalizzato” su un conto dedicato e pagherà l’impianto in circa 15 anni dei venti previsti di erogazione, senza gravare sul bilancio comunale e cosa non secondaria senza incidere sul patto di stabilità.

La corrente elettrica prodotta dal momento della messa in funzione degli impianti viene risparmiata dal Comune ed è quantificabile in circa 45.000 € /anno.

L’impianto per come è stato impostato il contratto con le aziende che lo hanno realizzato è garantito per 20 anni da una polizza assicurativa a carico dell’installatore non solo da eventi straordinari ,ma dal mancato funzionamento dell’impianto rispetto al dato di energia attesa oltre chiaramente alla performance che i pannelli devono dare per 20 anni a norma di legge per accedere al contributo.

Un’operazione sotto l’aspetto economico di indubbio vantaggio per le casse comunali ma altrettanto importante sotto l’aspetto ambientale.

Gli impianti permetteranno infatti di non immettere nell’atmosfera circa 130.000 Kg. di CO2 all’anno, l’ anidride carbonica responsabile dell’effetto serra e del riscaldamento dell’atmosfera terrestre.

Ma anche una riduzione di gas inquinanti che sarebbero stati generati da impianti termici per la produzione di energia elettrica quali ossidi di carbonio, di zolfo, di azoto, di polveri sottili… che indiscutibilmente stanno compromettendo in modo significativo la qualità dell’aria e la salute di tutti noi.

Continua l’azione di questa amministrazione sul tema energia “ Consumare meno – Produrre di più” che ha visto nel 2010 la stampa di un opuscolo di 35 pagine, unico nel suo genere per gli argomenti trattati che è stato distribuito a tutte le famiglie (scarica) e oggi con questo importante intervento che porterà da subito benefici economici e ambientali alla nostra città.

Renzo Cester
Consigliere con delega al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti di energia alternativa

20 febbraio 2011

Riflessioni

by redazione on novembre 25, 2010

Ci pare degna di rilievo la recentissima riflessione sul “Comitato per il fiume” pubblicata nel blog di Lega-Forza Motta a firma di Carlo Pesce.

La citiamo per intero affiché la riflessione e - passateci lo spiritoso neologismo - il “rimboccamento delle maniche” continui…

mercoledì 24 novembre 2010
NASCE UN COMITATO PER IL FIUME : qualche riflessione

Carlo Pesce, presidente della Commissione Consiliare istituita nel 2008 per occuparsi della Sicurezza Idrogeologica del territorio, commenta la notizia con quale si annuncia la costituzione di un comitato

Ben venga un comitato sulle problematiche della Livenza. La mia disponibilità fin d‘ora a collaborare a tutti i livelli a tale scopo.La mia buona fede interpreta come un refuso o un lapsus l’aver voluto mettere l’accento sugli ultimi otto anni tralasciando gli altri 36. Per giustizia di chi ha tanto lavorato, per non dar spazio alle polemiche e, soprattutto, per porre le basi ad una proficua collaborazione con chiunque voglia impegnarsi su questo tema, desidero precisare alcune cose fatte; ciò che manca da fare è il lavoro che attende tutti noi cittadini di questa comunità. Dal 2002 ad oggi sono stati effettuati lavori di rinforzo arginale, ripresa di frane e sistemazione dell’alveo dei fiumi Livenza e Monticano, nella loro parte trevigiana, per oltre 22 milioni di €.

E’ stato riesumato il progetto per la regolazione della cassa del Prà dei Gai che oggi, più di prima, può dar luogo non solo a carte e parole ma, finalmente, anche ai lavori di realizzazione (25 milioni di mc sui 75 mancanti).

L’Amm.ne comunale ha fortemente sollecitato in ogni sede sia le opere di manutenzione (i quasi 23 milioni di euro di lavori eseguiti) sia gli interventi maggiori a salvaguardia delle nostre vite, delle nostre case, delle nostre attività. Tali interventi non hanno fatto assopire la tensione sul problema, hanno fatto incontrare le parti competenti (Regioni) per il Prà dei Gai, hanno evitato ulteriori aggravi idraulici (nuove idrovore) ed altri risultati ancora.

L’aver coinvolto la Regione Veneto sin da subito in questi giorni ha consentito lo stanziamento di 3,8 milioni di euro per i primi interventi di rinforzo arginale dei nostri fiumi oltre ad ulteriori 2,8 milioni di euro per il rinforzi nel comune di Portobuffolé.

L’assenza di risposte definitive sul bacino del Livenza è vecchio come me (sono nato nel 1966) e non mi sento responsabile di ciò che non è stato fatto mentre crescevo. Ho invece motivazioni tali da non desistere dal fare quanto è possibile per garantire a me ed ai miei figli una vita senza l’ansia dell’alluvione.
Carlo Pesce

[via Blog di Lega e Forza Motta]

La piena: immagini panoramiche

by redazione on novembre 4, 2010

Un lettore di questo blog, che ringraziamo per la gentile segnalazione, ha realizzato alcune immagini panoramiche della piena del Livenza:

Ecco due link panoramici della piena del Livenza.
Accedete alle pagine sottostanti, cliccate sui link dell’immagine, attendete il caricamento (l’immagine è di quasi 8 Mb per cui ci vorrà qualche frazione di minuto). Una volta caricata l’immagine, posizionate il puntatore del mouse sopra di essa e muovetevi all’interno dell’immagine con il mouse tenendo premuto il tasto sinistro.

Buona visione!

Idrovore a San Giovanni
 http://www.gsproject.com/test/piena2010/_qtvr0/index.html

Passerella e sbocco Livenzetta
 http://www.gsproject.com/test/piena2010/_qtvr1/index.html

Non si può imporre una lingua ormai lontana dall’anima

by Fabio Franzin on settembre 24, 2009

Da quando, negli ultimi tempi, una certa parte della politica, molto radicata ormai, nei luoghi in cui vivo, ha innescato la questione-dibattito riguardante l’identità di un popolo e l’insegnamento del dialetto nelle scuole, i quotidiani locali, fedeli al loro ruolo di megafoni capillari del potere, hanno trattato il tema, scomodando insigni linguisti, direttori di emeriti circoli sulla salvaguardia delle lingue cosiddette minori, di musei della memoria, ecc… non è stata richiesta, né credo sia gradita, l’opinione di chi il dialetto, oltre che parlarlo, lo scrive anche.
Perciò desidero, se possibile, dire la mia in proposito (dopo sei raccolte di poesia pubblicate nel mio dialetto, penso di poter avere il diritto, se non il dovere, di farlo).

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