Monumentum

Come affermava il buon Cicerone, "Historia magistra vitae est" (De Oratore, II, 9). Maestra di vita e di correttezza, che, come si dice nella volgar favella, non va tirata per la giacchetta.

Oggi un commentatore di questo cattivo blogghetto ci ha ricordato che la stampa locale ha appena segnalato l'ultima sentenza degli storici, documenti alla mano, sul caso Urbinati. Che non è morto, né è stato colpito a Motta di Livenza, ma in Friuli, a Palazzolo dello Stella.
Il documento è visibile cliccando sull'immagine presente in questo articolo.

Per chi avesse però perso le puntate precendenti e volesse ricostruire un po' la piccola polemica sul monumento da erigere in borgo Aleandro all'interno dell'articolo troverà un piccolo e veloce riassunto, che speriamo abbastanza completo (ci scusiamo per eventuali omissioni e fraintendimenti). Con gli storici non si scherza!

  • 1 luglio
    Ci accorgiamo di un articolo fumoso nel Gazzettino su una polemica sollevata dall'arc. Vesentini.
    Nell'articolo non si capiscono i termini della questione, ma solo che una zona del paese sta per cambiare nome e che lì si sta per erigere un monumento. La località incriminata è in Borgo G. Aleandro, di fronte alle vecchie scuole elementari ottocentesche, rimesse a nuovo a cura dello studio Vesentini e Associati qualche anno fa.
    Alla protesta dell'architetto fa riscontro una risposta piccata dell'assessore ai lavori pubblici che sottolinea la proprietà pubblica dello spazio e la piena disponibilità del comune.
    Vedi: articolo
  • 2 luglio
    Il vicesindaco (già a lungo sindaco) del paese risponde alle osservazioni dell'arc. Vesentini con le parole di Francesco Poli e giustificando le scelte fatte.
    Vedi: articolo
  • 2 luglio
    Controrisposta dell'architetto Vesentini sulla stampa locale. Compare una prima spiegazione della vicenda, che comincia a farsi comprensibile anche a chi non va a leggere le delibere comunali.
    Vedi: articolo
  • 6 luglio
    Compare sulla stampa il parere del vicesindaco.
    Vedi: articolo
  • 22 luglio
    Notizia che i dati contenuti nella delibera per l'erezione del monumento non convincono gli storici locali appassionati della prima guerra mondiale: il 2 novembre 1917 Motta non era ancora occupata dagli austriaci e lo stesso Urbinati forse non è morto a Motta
    Vedi: articolo
  • I giorni 15, 20 e 23 luglio compaiono su questo blog alcune precisazioni dell'arc. Vesentini.
    Vedi: commenti
  • 25 luglio
    Si pubblica in questo blog un commento sulla vicenda Urbinati a firma di Sergio Tazzer.
    Vedi: commento
  • 3 agosto
    Arriva la sentenza degli storici: Urbinati non è morto a Motta, ma è stato ucciso a Palazzolo dello Stella
    Ecco l'articolo:

Urbinati è stato ucciso in Friuli

MOTTA DI LIVENZA. Italo Luigi Urbinati è caduto sotto il fuoco austriaco a Palazzolo dello Stella, non a Motta. Un documento originale dell’Ufficio storico dell’Aeronautica smentisce la giunta Speranzon.  Nel maggio scorso la giunta Speranzon aveva votato all’unanimità il cambiamento di denominazione toponomastica della piazzetta «Aleandro» in piazzetta «Urbinati», con installazione di un busto bronzeo, in memoria di un corazziere del re caduto a Motta mentre bombardava gli austriaci il 2 novembre 1917. Appassionati di storia, l’arch. Alfonso Vesentini e l’ing. Alessio Perin, avevano immediatamente fatto emergere l’incongruenza temporale: a Motta non c’erano austriaci il 2/11/1917 in quanto allora gli austriaci erano ancora sul fiume Tagliamento. L’appassionato di storia locale Enrico Flora ha effettivamente provato sia con documenti ufficiali, i quotidiani bollettini del generale Cadorna, che ufficiosi, il diario di quell’anno di padre Ludovico Ciganotto, l’assenza di austriaci a Motta prima dell’8 novembre 1917. Un velivolo dell’epoca non sarebbe potuto cadere a terra senza che nessuno ne registrasse la caduta. Come ha confermato Dino Uliana, appassionato di velivoli militari, l’aereo in questione è un Caproni Ca.3, un bombardiere con un’apertura alare di 23 metri e lungo 12 metri, che necessita di un equipaggio standard composto da due piloti, un osservatore-mitragliere e un mitragliere. Quindi Urbinati non era solo. Il mistero sulla sua figura è risolto grazie alla relazione sui fatti di quel 2 novembre 1917 fornita dal capo equipaggio, unico sopravvissuto, ritrovato all’Ufficio storico dell’Aeronautica militare a Roma da Paolo Varriale, uno dei più eminenti ricercatori sulla Grande Guerra settore aeronautica. Nella sua relazione il tenente Sailes scrive che si era alzato in volo alle ore 11 del 2/11/1917 con un apparecchio Ca 3 RM assieme al pilota corazziere Italo Urbinati e con i mitraglieri caporal maggiore Giuseppe Tamagnono e caporale Carlo Pastore. L’ordine era di «oltrepassare il Tagliamento a Latisana e incontrando truppe austriache bombardarle e mitragliarle». Per essere efficaci nella loro azione si abbassarono troppo di quota, fino a 200m, in località Palazzolo dello Stella e furono colpiti. I suoi tre compagni erano gravemente feriti e furono portati all’ospedale da campo di Villa Vicentina, dove Urbinati effettivamente morì il 17 novembre 1917. Il tenente Sailes, miracolosamente illeso, venne fatto prigioniero e poté tornare a casa solo l’anno successivo alla fine della guerra. -(Claudia Stefani)

via Tribuna

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Altri articoli:
  1. Suolo pubblico Vorremmo cominciare ancora una volta con “… anche quest’anno abbiamo qualcosa da leggere sotto l’ombrellone”. Ma chi pubblica oggi la nuova polemica estiva è così avaro di informazioni chiare e concrete sul reale intento dell’amministrazione,......
  2. Tutti in Piazza Luzzati per Ruggero Come fosse un Retweet su Twitter, riprendiamo e diffondiamo: Tutti in Piazza Luzzati per Ruggero Pubblicato da associazioneomilos su Mercoledì 23 Dicembre 2009 Domenica 27 dicembre a partire dalle 15.30 gli Amici di Ruggero in collaborazione con l’Associazione Neuroblastoma presentano:......
  3. La sfortuna di Zeno Dopo lungo (e colpevole) silenzio riprendiamo le pubblicazioni sul nostro blog per segnalare un appuntamento davvero da non perdere. Come è ben noto, il 13 settembre 1928 Italo Svevo trovò la morte nell’ospedale di Motta di......