Vorremmo cominciare ancora una volta con "... anche quest’anno abbiamo qualcosa da leggere sotto l’ombrellone". Ma chi pubblica oggi la nuova polemica estiva è così avaro di informazioni chiare e concrete sul reale intento dell'amministrazione, che ci vediamo costretti ad aspettare una voce più informata. Cosa vuol dire, infatti, "cambiare la toponomastica"? Un nuovo nome? E quale sarebbe? Perché? E quale sarebbe il nuovo monumento previsto? E' vero che l'amministrazione non deve chiedere a ogni singolo cittadino, ma siccome all'insieme dei singoli cittadini deve prima o poi rispondere... meglio condividere. Un po' come s'è fatto per Piazza dei Grani. O no?
Intanto leggiamoci la cronaca locale. E speriamo.
[AGGIORNAMENTO: come avrete potuto vedere negli articoli che ci provengono dal Network Locale, una risposta precisa, puntuale ed estremamente ragionevole è comparsa nel blog ufficiale di Forza Motta & Liga Veneta. Ringraziamo l'autore del post per aver contribuito al chiarimento della questione.]
[AGGIORNAMENTO del 15.07.10: tra i commenti a questo articolo una risposta dell'architetto Alfonso Vesentini]
[AGGIORNAMENTO: tra i commenti altri due risposte dell'arc. Vesentini]
MOTTA La storica piazzetta cambierà nome: residenti all’oscuro. L’assessore Gargan: «Scelta oculata»
Borgo Aleandro: la furia dell’architetto
Alfonso Vesentini: «Vogliono cambiare il volto a un luogo tutelato»
MOTTA DI LIVENZA - (g.r.) Il comune di Motta vuole piazzare un nuovo monumento nella piazzetta di Borgo Aleandro, ex Borgo degli Angeli, cambiandone la toponomastica. Un professionista che lavora nell'area non ci sta e non le manda a dire. Con una lettera al sindaco Paolo Speranzon, l'architetto Alfonso Vesentini, con studio in Borgo Aleandro, sfoga la propria rabbia. «Prendo atto della scelta di intervenire sulle vecchie scuole elementari, ponendovi un monumento e cambiando l'indirizzo - spiega - ma l’idea di cambiare nome alla storica piazzetta di "Borgo Aleandro" è passata sopra le nostre teste. I promotori del progetto hanno saputo scegliere un'area suggestiva, ma ignorandone l'origine. Solo l’assessore Giampaolo Gargan - tuona Vesentini - mi ha informato della questione. In passato per questo edificio, venduto dall’amministrazione a un’impresa privata, era prevista la demolizione con costruzione di appartamenti. All'epoca Nico Martini e Gianni Capovilla si prodigarono, ottenendo il vincolo conservativo della Soprintendenza. Forse gli assessori non conoscono la storia del sito? Questo era il primo nucleo di Motta con la chiesa ed il campo santo di cui resta il muro di recinzione. Il mio interessamento con l'acquisizione e il piano di recupero ha restituito alla città parte delle proprie radici. Sarebbe stato opportuno mettermi al corrente del cambio di indirizzo, dell’idea di collocarvi un monumento (su cui avrei parecchio da dire) e degli altri progetti su un sito che ho contribuito a conservare e migliorare. I miei dubbi - conclude l’architetto - sono gli stessi degli altri residenti in Borgo Aleandro». Di fuoco la replica dell’assessore Gargan : «Quello è suolo pubblico. Abbiamo chiesto il parere alla Sovrintendenza che stiamo attendendo. L’amministrazione è al servizio della gente, ma non deve chiedere a ogni singolo cittadino della piazzetta se gli piace il nuovo nome». (Giovedì 1 Luglio 2010)
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{ 6 commenti }
Concordo anch’io con le note del dott. Panighel sulle “stratificazioni” della storia: Venezia insegna! Conosco anche il suo puntiglio e la sua abituale maniera di approfondire i fatti: questo, gli dò atto, è uno dei suoi meriti! Rinnovo pertanto la mia stima al Vicesindaco e per questi motivi sono perplesso sulla superficialità con cui L’Amministrazione Comunale, ha preso per buoni ed in maniera affrettata, i dati relativi ad URBINATI. Credo, e fra poco li vedremo, che i fatti vadano verificati da persone esperte.
Questo quanto dovuto per la passione e la precisione che mi legano alla mia professione. Alfonso Vesentini
ITALO URBINATI
Le notizie storiche raccolte:
Pare che quanto riportato sui siti internet riferiti ai fatti di LUIGI ITALO URBINATI siano molto contraddittori e pertanto assumerebbero più l’aria d’essere “fantasiosi”.
Le date sono tutte al vaglio di esperti contattati da me: ad un primo giudizio, le informazioni risultano contraddittorie!
Le incongruenze su URBINATI
Ognuno deve fare il proprio mestiere. Quello dello storico necessita di pazienza e precisione. Non essendo io uno storico so avvalermi di coloro che “gli storici” lo fanno per passione o per mestiere, per poter “ricostruire”il passato quanto mai più aderente alla verità.
Spesso infatti l’approssimazione e il “fai da te” portano a notizie a dir poco fantasiose.
Così ho contattato l’Assessorato del Comune di Pesaro l’’avv. Gloriana Gambini, e il responsabile di un centro culturale di storia di Pesaro Riccardo Paolo Uguccioni. Inoltre ha sentito un appassionato e serio raccoglitore di fatti storici della Grande Guerra che per metodo cerca di riportare “i fatti” e non “le versioni”: l’ing. Alessio Perin ed altre persone informate sui fatti.
Ecco cosa è emerso:
- quando è successo? proprio il 02.11.1917?
- ma siamo sicuri che è nato a Pesaro?
- perchè è stato ricoverato a Villa Vicentina?
- potevano esserci austriaci a MOTTA IL 02.11.1917?
- quando è stato nominato capo dell’aeronautica il Generale Dongiovanni? E’stato proprio lui a dare quest’ordine?
In conclusione “la storia” della motivazione ufficiale dell’eroismo di URBINATI si fa molto fragile e va certamente documentata e provata. Le date (e anche le ore) assumono un ‘importanza fondamentale per cogliere il significato autentico. Comunque restiamo in attesa di prove certe che qualcuno dovrà fornire.
ALFONSO VESENTINI
Non esperto di polenta e coste ma di altre cose sì.
20.07.2010
“Urbinatì è Francese”!
Nato a Modane e successivamente divenuto Pesarese.
L’architetto Alfonso Vesentini ha contattato l’Assessorato del Comune di Pesaro l’’avv. Gloriana Gambini, e il responsabile di un centro culturale di storia di Pesaro Riccardo Paolo Uguccioni, raccogliendo questa notizia ufficiale e documentata.
A Luigi Italo Urbinati è intitolata una via di Pesaro e nella motivazione che appare sul sito del Comune si legge:
(Modane 23/2/1891 Ospedale da campo 211 17/11/17)- medaglia d’argento, pilota aviatore, corazziere del re chiese ed ottenne di far passaggio nell’aviazione dimostrando in tutte le azioni cui prese parte, sprezzo del pericolo e singolare audacia. Incaricato di bombardare un accampamento nemico presso Motta di Livenza, scese a quota talmente bassa da essere investito da una raffica di mitragliatrici nemiche che lo ferì gravemente alla testa ed infranse gli organi di comando dell’apparecchio, il quale, rimasto senza guida precipitò a terra riducendolo boccheggiante fra il groviglio dei rottami. (Motta di Livenza - 2/11/17) (?)
Ma come già anticipato non è morto a Motta di Livenza (dove non sembra essere precipitato) ma all’ospedale da campo a Villa Vicentina.
Da modestissimo cultore di storia, avrei qualcosa da dire sulle date riguardanti la medaglia d’argento Urbinati. Senza entrare in polemica con nessuno, riporto quanto, in data 6 novembre 1917, padre Ludovico Ciganotto scrisse.
“6 novembre . Le mitragliatrici austriache dalla riva sinistra della Livenza già fanno sentire il loro rauco crepitio. I velivoli nemici non cessano di esplorare il paese e di sondare col lancio di bombe i punti della campagna che reputano sospetti. Che senso di avvilimento e di amaro si prova nel vederli volteggiare sul nostro capo, baldanzosi, provocanti, indisturbati, padroni della nostra vita. Ma non minore dispetto ci ha recato uno dei nostri, che presso il tramonto volava alto alto, e credeva di esilararci con delle capriole (circolo della morte).
In sulla sera giungono anche i proiettili dell’artiglieria leggere nemica. (…) Questa sera (7) gli ultimi nostri carabinieri (da campo) evacuano il paese. Ormai possiamo considerarci in mano dei nemici. (…) verso le due e mezzo del mattino dell’8 due enormi scoppii fanno traballare l’abitato. Come poi si seppe, era il ponte di Redigole che schiantava. (…) …dopo circa mezz’ora cominciò un nutritissimo fuoco di fucileria dal piazzale della chiesa, dal convento e da tutti i dintorni (…). Si credeva che fossero ancora i nostri a fare resistenza (…) erano invece i nemici, che varcata la Livenza dalla parte di Meduna, s’erano resi padroni del paese, e ne festeggiavano la facile conquista conquista con una salve di due ore”.
Padre Ciganotto pubblicò il suo diario, dal titolo “L’invasione Austro-Ungarica a Motta di Livenza e nei dintorni”, stapato nel 1922 dalla Tipografia Carlo Pezzutti di Motta di Liovenza.
Tornando alla medaglia d’argento Urbinati, è assai improbabile che sia stato ferito a morte sul cielo di Motta, attaccando un accampamento austro-ungarico, perchè i soldati della duplice monarchia erano ancora molto distanti.
Un saluto cordiale,
Sergio Tazzer
Salve a tutti.
Ho pensato di riportare il collegamento all’articolo della Tribuna che riporta l’esito delle ricerche su Urbinati, il quale risulterebbe essere stato abbattuto in località Palazzolo allo Stella insieme all’equipaggio del Caproni che pilotava.
http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/08/03/TP7PO_TP706.html
Sarebbe interessante poter avere una scansione del documento citato nell’articolo.
Per gli appassionati di storia locale segnalo il seguente collegamento al sito di Enrico Flora che parla dell’aerocampo di Motta, attivo fino alla seconda guerra mondiale:
http://www.mottadilivenza.biz/index1/directory/altro/aerocampo.htm
Buone vacanze (a chi le fa).
Ringraziamo per la segnalazione e per il contributo.
L’articolo era stato postato su http://lacastella.it, versione microblog di questo sito.
Ma è più giusto riportare la notizia tra i commenti a questo articolo. Grazie.
I commenti a questo articolo sono chiusi.