Il poliedrico Alessandro Marchetti, a solo due mesi dall’uscita della sua ultima fatica, pubblica per la Editrice Tredieci di Camino di Oderzo la sua quinta opera letteraria.Dopo due racconti noir, una raccolta di articoli di blog e una di poesie sul Natale, “Il principe turchino” segna il suo debutto nel genere fiaba per bambini. Ma in fondo questa sua ultima storia e la precedente “La terza rata di troppo”, per quanto diverse, hanno dei punti in comune: a partire dai due protagonisti, entrambi caratterizzati dai tipici stilemi dei rispettivi generi letterari, entrambi anonimi e inseriti in un ambiente indefinito.
Entrambe le storie omaggiano un genere: il primo il romanzo nero della metà del Novecento, il secondo la narrativa per ragazzi della miglior tradizione. Marchetti lo fa anche con una serie di citazioni più o meno nascoste, a partire dall’incipit del libro, chiaro riferimento alle prime battute del “Pinocchio” di Collodi. Tratto distintivo del protagonista è chiaramente il colore del mantello, turchino: ben presto egli si troverà davanti ad un più quotato principe azzurro… al lettore lasciamo il compito di scoprire come andrà a finire.
Le illustrazioni a colori di Alberta Tessarolo segnano una nuova tappa nell’ormai solido sodalizio artistico tra i due giovani autori opitergini.
“Il principe turchino” di Alessandro Marchetti
Illustrazioni di Alberta Tessarolo
Tredieci Editrice, dicembre 2009,
7 euro
[Tratto da L’Azione, domenica 10 gennaio 2010]
via Ciao Lord
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