Ecco che anche quest'anno abbiamo qualcosa da leggere sotto l'ombrellone. L'anno scorso la feroce polemica delle panchine. Oggi il vetusto alveo del fiume Livenza, che volge a oriente tra due argini sol interrotti da ponti...
Un post sul sito del PD mottense scatena lo scontro sul riassetto di una parte del centro cittadino previsto da un progetto presentato in Municipio qualche giorno fa (cfr. Gazzettino).
L'accusa è ripresa dal quotidiano online OggiTreviso, che propone anche l'immediata risposta del sindaco Paolo Speranzon.
L'intero articolo è all'interno. Commenti liberi.
PROGETTO LIVENZETTA: SCOPPIA LA POLEMICA
Botta e risposta tra Orlando (PD) e il sindaco SperanzonMotta di Livenza - Un progetto sulla Livenzetta (nella foto), il ramo morto che scorre a due passi dal centro, scatena un sacco di polemiche.
Il disegno prevede il miglioramento dello scorrimento dell’acqua, con apposite pompe idrauliche; un progetto che dovrebbe partire entro l’anno e che secondo l’amministrazione dovrebbe scongiurare il pericolo di esondazioni da un parte e di fenomeni di “secca” dall’altra.
Ma l’opera ha fatto sobbalzare Maurizo Orlando del PD: «I 10 possessori di barche mottensi saranno felici! Finalmente potranno attraccare la loro barchetta in piazza a Mottta senza avere il lezzo maleodorante della gloriosa Livenzetta sotto la loro chiglia. Gli escrementi mottensi infatti saranno convogliati più velocemente verso Caorle grazie alle nuove pompe che giorno e notte, diluvio o siccità, pomperanno o aspireranno a seconda del livello del ramo morto, rimembranza del più generoso fiume.
Non c'è dubbio che Motta non ha rischiato l'inondazione dalla Livenzetta neanche nel 2002 quando gli argini colabrodo versavano centinaia di metri cubi dentro l'invaso cittadino. Ma cos'è allora che va sotto acqua?
Ma certo il pontile! Un'opera degna degli annali di ingegneria idraulica. Ricordiamo che tutto il Livenza navigabile fu un progetto degno di nota, finanziato dall'allora Presidente DePoli di Fondazione Cassamarca che ha spinto tutti i Comuni rivieraschi sino a Portobuffolè e oltre, per rendere navigabile e attraccabile dai possessori di imbarcazioni le sponde della Livenza.
"Spinti" è un termine non propriamente corretto, finanziati è quello più giusto. Finanziati, ma non regalati.
L'allora, pace all'anima sua, buon Sindaco Vidi, contribuì con circa 700 milioni delle vecchie lire padane, per il completamento dell'opera.
Successivamente visto che il noto pontile andava spesso sott'acqua, (errore di progetto?) furono investiti dall'amministrazione successiva altrettanti sacchi di lire padane per alzare il citato pontile. In quell'occasione furono montati anche i pontili mobili, che si sollevavano o si abbassavano a seconda del livello dell'acqua.
Ma che bella invenzione! Nel frattempo però la Livenzetta assomigliava sempre di più ad una fogna a cielo aperto, piuttosto che ad un fiume che scorreva lento verso il mare. Naturalmente le nostre critiche, saranno ricacciate dagli attuali amministratori, lungimiranti nel rendere la vita finalmente al ramo morto. Ma a noi il fumo negli occhi ci fa un baffo.
Tanto per cominciare avevamo fatto presente, sia all'Assessore all'ambiente nonchè Vice Sindaco dott. Panighel, che al Presidente della Commissione Ing. Carlo Pesce, durante l'unica riunione operativa della mitica commissione della sicurezza idraulica, che sarebbe stato meglio prevedere l'allargamento della sede stradale per un futuro raddoppiamento della circolazione lungo l'argine e quindi in via Scarpa per togliere il traffico dal centro mottense e dal patronato, tanto per capirsi, ma evidentemente il traffico tolto da davanti al patronato potebbe essere stato molto più fastidioso lungo via Riviera Scarpa ed i suoi rispettabili abitanti.
Adesso con i raddopiamento delle chiuse per entrare ed uscire con le imbarcazioni questa nostra proposta sarà praticamente irrealizzabile.
Però le barche potranno entrare ed uscire comodamente sino ai confini della piazza mottense.
Sempre ammesso che ci sia un omino che apra o chiuda le paratie. E poi, ci dispiace dirlo, ma i 200 milioni di lire padane che il Comune investe in questa operazione potrebbero essere stati investiti nella realizzazione delle fognature lungo via Piave e aree limitrofe, cosi da evitare che le acque nere dopo essersi raccolte lungo il canale Trattor vadano nuovamente nella Livenzetta, che dato il futuro lavoro le farà scorrere molto più velocemente verso il mare, anche se abbiamo qualche dubbio nella riuscita di questa operazione.
Ed il pontile? Finalmente rimarrà sgombro dalle acque di piena o non troppo alto e nudo nei giorni di siccità.
Se a Meduna lo vengono a sapere, con il loro pontile di legno fisso dal costo irrisorio, c'è il rischio che anche là intervengano per adeguare le altezze. Per fortuna il giovane Sindaco Fantuz, almeno da questo punto di vista, sembra più concretamente impegnata a risolvere i problemi della gente, finendo il vecchio ponte sulla Livenza».A stretto giro di posta la replica del sindaco Paolo Speranzon: «L’amministrazione Panighel e ora Speranzon non ha speso una lira, propria o di terzi, per alzare i pontili e per mettere il pontile mobile, quanto affermato dal PD è quindi falso; l’intervento su Via Piave per convogliare le fogne nere sul nuovo depuratore è gia stato progettato e finanziato e i lavori partiranno a breve. Il costo dell’intervento ammonta a circa 240.000 Euro di cui 140.000 a carico dell’Ente Gestore e 100.000 a carico del Comune.
Tale intervento è stato possibile anche grazie alla maggiore capacità ricettiva del nuovo depuratore entrato in funzione alla fine del 2005.
I rappresentanti del PD forse erano distratti quando se ne è parlato in Consiglio Comunale; l’abbassamento del pescaggio delle nuove pompe ( circa un metro) permetterà alla Livenzetta di ricevere al meglio le acque del Trattor e del vecchio alveo del Monticano andando a ridurre i rischi idraulici per Motta Nord e ( Via Piave, Via Treviso, Via Oderzo ecc...) e Motta Sud ( Via Risorgimento, Viale Madonna, Via Manzoni ecc…).
Inoltre tenendo l’acqua nell’alveo del Livenzetta saranno ridotti gli smottamenti delle sponde e il depositarsi del limo. Ricordo che nel 2003, per far fronte alle problematiche di cui sopra, si è reso necessario un intervento straordinario del costo di 100.000 Euro.
Molti nostri concittadini ci chiedevano poi di non avere più il Livenzetta in secca o con acqua stagnante e anche a noi sembra che l’intervento migliorerà l’aspetto della nostra città. Dunque le motivazioni che stanno a fronte dell’intervento in questione sono ben più serie di quanto prospettato dai rappresentanti del PD, sulla base del loro modo di pensare. Noi sinceramente ai vantaggi dei possessori di barche e barchette non avevamo pensato. Siamo tuttavia felici e non invidiosi se, da quanto sopra, anche loro possono ricavarne un vantaggio.
Riguardo all’ipotesi di fare una circonvallazione che si limita a portare il traffico al di la ponte del Livenzetta con un percorso arginale , doppie curve e incroci a pettine e più di qualche milione di Euro da spendere, è un’idea che non ci sentiamo di condividere perché causerebbe più problemi alla viabilità di quanti ne andrebbe a risolvere.
Pensiamo sia meglio l’ipotesi di chiudere la circonvallazione in continuità di Via Aldo Moro. Questo, per altro, è quanto suggerito dal piano della viabilità provinciale e dal PAT concertato con la Regione».[Fonte: OggiTreviso]
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{ 2 comments }
Qualche sera fa, spinto dalla voglia di fare una passeggiata, mi sono deciso a percorre il tratto completo della Livenzetta, nulla da dire sulla parte del porto che sebbene sprofondi sott’acqua ogni qualvolta vi sia una piena, resta comunque un’opera piacevole che meriterebbe di essere implementata, desta invece grande preoccupazione la parte che da Piazza S. Rocco arriva fino ai confini di S. Giovanni. Qui infatti il fiume si stringe particolarmente diventando, a causa degli scarchi e del degrado generale, quasi una fogna a cielo aperto. Da ignorante in materia, mi chiedevo quindi se fosse mai stata presa in considerazione l’ipotesi di tombare la Livenzetta per il solo tratto che va da Piazza S. Rocco verso S. Giovanni. L’importanza storica e paesaggistica del fiume non andrebbe intaccata, ed inoltre tombandolo si creerebbe una nuova zona che si potrebbe adibire a parco o a qualsiasi altra cosa; si potrebbe garantire il flusso delle acque attraverso una conduttura sotterranea, non permettendo così all’acqua di ristagnare. Ovviamente le mie sono solo considerazioni che non hanno nessun valore, essendo, come già detto, ignorante in materia, ma una soluzione del genere l’ho vista realizzata a Klagenfurt in Austria e mi ha colpito molto.
Sono del parere comunque che, vista la quantità rilevante di scarichi che finiscono nel fiume, dovrebbe essere vietata in tutti i modi la pesca sportiva nel tratto cittadino, La Livenza è grande.. meglio pescare in acque più sane no?
Gent. Enrico,
l’intervento programmato non è in conflitto con la soluzione da te proposta; anzi senza questo intervento non sarebbe possibile “tombare” la Livenzetta senza contestualmente alzare il livello dell’alveo. Tengo a precisare che l’idea del Livenzetta come fognatura a cielo aperto non è corretta. Le fognature di Motta, nella quasi totalità, confluiscono nel nuovo depuratore entrato in funzione nel 2005 ( uno dei migliori esistenti nella Provincia di Treviso). Con la costruzione della nuova rete fognaria in Via Piave (progettata e finanziata) le cose dovrebbero ulteriormente migliorare. Non bisogna poi confondere la presenza di acqua stagnante con la presenza di fognatura. A Nord del Trattor c’è effettivamente la nuova lottizzazione in Borgo Marconi che scarica sul Livenzetta; tuttavia tale lottizzazione è dotata di vasche idonee a garantire una adeguata “salubrità” degli scarichi. Tutto è perfettibile, l’importante è iniziare e continuare in un percorso logico che il momento di crisi rende particolarmente difficile. Condivido con te che sarebbe opportuno non pescare e tuttavia mi sembra che vietarlo sarebbe eccessivo
Cordialità.
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