
Chi sta fuori dal giro e non può frequentare le sedute comunali deve accontentarsi, giocoforza, della cronaca di Tribuna o Gazzettino.
La "vita politica" di Motta - se così si può dire - che abbiamo deciso di raccontare fin da gennaio 2007, oggi ci sembra proseguire un po' stancamente.
Nel silenzio (mediatico ovviamente), si staglia quindi il recente dibattito in consiglio comunale su una questione molto tecnica: l'irpef ai comuni e il federalismo fiscale.
A parte il fatto per noi molto curioso che ora tutti si dicono federali, o federalisti, è interessante notare che la stampa locale definisce bufera, infiammato, infuocato l'ultimo consiglio comunale.
Cosa è accaduto? Quelle parole sono forse il segno che c'è stata molta animosità ed energia nel discutere? O c'è stata solo un po' di inutile confusione, un po' di folklore, poi ricomposti salomonicamente da una risoluzione del sindaco?
Ecco il resoconto della carta stampata (Tribuna, mercoledì 10 settembre 2008, p. 36).
Irpef ai Comuni, bufera in Consiglio sulla mozione Pdl
Motta. La Lega è contraria, il Pd la sostiene ma la risoluzione del sindaco che chiede più autonomia mette tutti d’accordoLa mozione presentata del gruppo consigliare del Pdl Insieme per Motta, ma sostenuta anche dal Pd, sul 20% dell’Irpef da trattenere in loco, ha infiammato il consiglio comunale. La mozione del Pdl Insieme Per Motta, illustrata dal consigliere Guido Marson non è stata accettata dai consiglieri della Lega Nord, che sostengono il sindaco.
Poi però tutti i consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, hanno votato una risoluzione del sindaco Paolo Speranzon, che chiede più autonomia ai Comuni.
Le minoranze hanno votato la risoluzione senza particolari entusiasmi: «Assolutamente generica», ha specificato il consigliere Raffaele Marcon. «Se ne assumeranno la responsabilità nei confronti dei mottensi - ha sottolineato Guido Marson. Personalmente rispondo ai miei elettori e non alle direttive dei partiti».
Con questo le minoranze consigliari[sic] hanno voluto rimarcare una sottomissione del sindaco e della sua giunta alle direttive della Lega di Bossi. Un punto, questo del 20% Irpef da trattenere a Motta, aderendo al documento dei 430 sindaci del Veneto, che ha acceso una discussione infuocata.
«Il federalismo - ha detto Guido Marson - andrà in vigore forse fra 4 o 5 anni: intanto che facciamo? Il sistema attuale dei trasferimenti ai Comuni è iniquo. Motta manda a Roma oltre 21 milioni di euro e ne tornano solo 4. Le chiedo, sindaco, nel superiore interesse del comune di Motta di agire fuori dagli ordini dei partiti».
Decisamente contrario il vicesindaco: «Questa proposta fatela ai vostri rappresentati a Roma - ha detto Graziano Panighel rivolgendosi ai consiglieri del Pdl - basta che ve l’approvino, se non è così, vuol dire che i vostri vertici non sono d’accordo con voi. Se non vi ascoltano, per coerenza date le dimissioni. E’ una proposta che aggiunge caos al caos: non capite niente di federalismo».
Affermazione inaccettabile, per il capogruppo Pdl Giuseppe Sartori.
Dopo una breve interruzione il sindaco Paolo Speranzon ha messo ai voti una risoluzione per chiedere al governo: «I Comuni siano più autonomi nei loro criteri di spesa». Questa proposta è stata votata all’unanimità. Il consigliere Maurizio Orlando dice al sindaco: «Vi prendete una bella responsabilità nei confronti dei cittadini».[G.P.]
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{ 2 comments }
OGGI A MOTTA NON SAPPIAMO CHI SIA VERAMENTE IL SINDACO: SPERANZON O PANIGHEL.SE QUALCUNO CE LO COMUNICA.
I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA A COSA SERVONO….SOLO A VOTARE… NON HANNO IDEE…O ESISTE IL PENSIERO UNICO LEGHISTA.
x bbongo 83
prova ad interrogare i CITTADINI mottensi, quelli che li hanno stavotati
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