Né panchine né sdraio

by smms on agosto 6, 2008

Polemiche da bagnasciuga. Questa la prima impressione di fronte alle notizie provenienti dalla Motta, mentre l'acqua del mare schizza il giornale appena acquistato nell'edicola colma di gente inquieta, che profuma di creme solari.

Cosa c'è di meglio, la prima domenica di agosto e i giorni succcessivi, di una polemica sulle panchine rimosse dal Parco di Villa Gini a Motta di Livenza. Grande questione. E Parco che uno s'immagina vasto e accogliente. Come la Villa, del resto. Non un fazzoletto di terra con quattro panchine striminzite, stretto tra condomini e arcigni casamenti, piccolo luogo di passaggio o di sosta fraudolenta o, meglio ancora, spazio libero per lo sfogo escrementizio dei migliori amici dell'uomo, malgrado loro.

Forse il caldo ha fatto perdere un po' le misure o chi dovrebbe stare un po' più all'ombra (governo ombra, no?) invece si è un po' troppo esposto al sole.

Fatto sta che una semplice e, secondo chi scrive, davvero giusta ordinanza di ordine pubblico, per diversi giorni diventa argomento di polemica "politica", che riempie le colonne dei quotidiani indigeni.

Quando in realtà ci sarebbero questioni ben più serie e importanti su cui discutere e lavorare.

Ma evidentemente polemizzare su panchine e giardini pubblici è più facile e soprattutto rende un'immediata comparsata sulle paginette locali. C'è chi si accontenta.

Meglio tornare sotto l'ombrellone e riprendere a leggere un buon giallo di Simenon.

All'interno gli articoli de "La Tribuna di Treviso" dedicati a questa futile polemica estiva.

Rassegna stampa

Da La Tribuna, 3 agosto 2008

Speranzon come Genty: via le panchine
Il primo cittadino spiega la clamorosa decisione con le cattive frequentazioni del giardino: «E’ una questione di ordine pubblico»
Tolti tutti i posti a sedere al parco del Passante Chinazzo, mottensi divisi

MOTTA DI LIVENZA. Via le panchine dal giardino pubblico di via Chinazzo della Motta e i mottensi si dividono sulla decisione del sindaco. Nel Passante Chinazzo della Motta è stato realizzato un giardinetto con un passaggio pedonale bello, ma nascosto. Cespugli e poca luce avevano creato un angolo defilato che in questi anni era diventato punto di ritrovo poco raccomandabile. Alcuni ragazzi, anche della Motta-bene, e gruppi di stranieri avevano stabilito lì il loro quartier generale clandestino.
Da qualche settimana dal giardinetto di Passante Chinazzo, in pieno centro storico di Motta di Livenza, sono spariti i posti per sedersi. Ora restano solo i cartelli di divieto di accesso ai cani, gli alberi ed il passaggio pedonale. Niente più soste seduti al fresco, dopo che le panchine erano state colonizzate da gruppi di ragazzi mottensi e da extracomunitari, in un modo che aveva preoccupato i residenti del centro di Motta. Il sindaco Paolo Speranzon è chiaro: «Questione di ordine pubblico, è stata una scelta provvisoria, quella di togliere le panchine per garantire tranquillità e libertà di spostamento a tutti, lungo il vialetto un passaggio pedonale che va tutelato, e nel giardinetto. Lo ho deciso su richiesta di molti mottensi, ed in base alle segnalazioni che ho avuto. Lì si fermavano delle persone, non sempre del luogo, che molestavano i passanti, si nascondevano fra i cespugli, in poche parole preoccupavano i residenti. Ho chiesto un maggior controllo da parte della polizia municipale e dei carabinieri, che hanno aumentato la sorveglianza in quel luogo un po’ defilato. Ed ho fatto togliere le panchine. E’ una decisione provvisoria, dopo l’aumento dei controlli delle forze dell’ordine che ho richiesto, vedremo poi come si stabilizzerà la situazione», afferma il sindaco. Ma dall’opposizione Maurizio Orlando del Partito Democratico, osserva: «Non è con questi sistemi che si risolvono i problemi della sicurezza. Molti mottensi, anziani e signore, si sono lamentati e mi hanno fatto presente di essere rimasti senza un posto dove sedersi nei giardini di Passante Chinazzo, l’unica oasi di verde proprio nel centro di Motta». I mottensi sono divisi sulla decisione di togliere le panchine, concordi però nel dire che Passante Chinazzo era diventato poco sicuro. «Qui si radunavano ragazzi, anche di Motta - racconta una signora che ha due cani al guinzaglio - i vigili urbani a me avevano fatto dei richiami per i cani lasciati a correre, e poi qui accadeva di tutto: cose imbarazzanti. Avevano persino spostato due panchine per garantirsi, come dire, un letto a due piazze. Nell’angolo più vicino all’asilo nido avevano creato un deposito di lattine di birra e di sigarette, e venivano andavano a prendersele dal nascondiglio. Non ci sono più le panchine? Il sindaco, secondo me, ha fatto bene». L’amica della signora invece non è d’accordo: «Ora per le persone come me e per gli anziani del centro non c’è più il posto per sedersi al fresco, a due passi dalla piazza. Dovevano garantire una presenza più costante della polizia municipale, non togliere le panchine. Però è vero che questo era diventato un posto di ritrovo malfamato e poco sicuro per le persone per bene». [G.P.]

Da La Tribuna, 5 agosto

Via le panchine, scattano i controlli
Il sindaco: «E’ provvisorio». Orlando: «Era l’unico luogo di ritrovo»

MOTTA DI LIVENZA. Le panchine tolte a Motta di Livenza, nel parco di Passante Chinazzo finiscono in internet e diventano un caso. «Complimenti, una bella mossa - sottolinea con ironia, il consigliere del Partito democratico di Motta di Livenza, Maurizio Orlando - ci spieghi il sindaco, qual è la filosofia della sicurezza di questa giunta che si fa spaventare da quattro ragazzi e lascia senza panchine gli anziani e gli stessi ragazzi, che non hanno i soldi da spendere al bar. Dopo il divieto di parcheggiare roulottes e camper su tutto il territorio mottense, adesso anche a Motta si eliminano le panchine. Un’operazione eseguita in sordina, nei mesi estivi, così da non dare troppo nell’occhio ed accontentare il cittadino ligio al dovere, che avendo adocchiato sotto il suo condominio, un gruppo di giovani nulla facenti, ha avvisato il sindaco sulla pericolosità dell’assembramento. Se non ricordo male, il condominio è stato fatto perché lì sotto rimanesse uno spazio pubblico con panchine. Ora tiriamo via le panchine dall’unico luogo di aggregazione a Motta che non sia un bar».
Il parco del Passante Chinazzo, si trova proprio in cento città ed è un posto verde frequentato da tutti. «Se il sindaco ce lo avesse chiesto potevamo fornirgli un dettagliato elenco di altri luoghi dove le coppiette possono appartarsi, come nel parco della Livenzetta; un gruppo di pensionati ha la cattiva abitudine di soffermarsi lungo viale Madonna», prosegue Maurizio Orlando per il Partito democratico di Motta, sempre ironizzando. «Durante la campagna elettorale il sindaco ha detto che avrebbe completato gli arredi urbani per fare di Motta una città più vivibile: infatti ha fatto togliere le panchine dietro all’asilo e le ha messe nei magazzini comunali».
Il primo cittadino di Motta di Livenza, Paolo Speranzon, avverte che l’operazione è provvisoria: «In attesa di procedere con l’installazione, a scaglioni, di altre telecamere, operazione che già è stata avviata a Motta. Intanto per tutta l’estate la Polizia municipale uscirà anche di sera e di notte, per controllare sia il Passante Chinazzo sia le altre zone di Motta di Livenza. Noi abbiamo sette vigili urbani, considerando il numero di abitanti, abbiamo l’organico più consistente fra i Comuni della zona. Quando anche quella zona sarà sicura, potrebbero tornare anche le panchine», conclude il sindaco di Motta di Livenza. [G.P.]

Da La Tribuna 6 agosto 2008

MOTTA: IL CASO
«Le panchine? In viale Venezia»
Appello degli anziani: servono punti di sosta lungo la passeggiata

MOTTA DI LIVENZA. Le panchine di Motta stanno diventando il giallo dell’estate. Tolte dal parco del Passante Chinazzo, ora sono richieste in viale Venezia, dove non ci sono panchine. Ieri mattina, un’anziana di Motta, Maria Battistel, si è recata in municipio ed ha espressamente chiesto le panchine in viale Venezia. «Sono anziana - afferma la signora Maria - abito in via San Francesco, proprio davanti alla Basilica dei Miracoli, se devo recarmi in centro percorro viale Venezia, ma ogni due-trecento metri mi devo fermare ed appoggiare da qualche parte perché sono anziana, mi stanco, non sempre ho a disposizione chi mi accompagna, mio figlio vive a San Donà. Eppoi voglio essere autonoma». E allora cosa ha pensato la signora? Ieri mattina era in municipio a Motta ed ha dettato ai tecnici, che hanno preso nota, le sue esigenze: «Visto che ci sono delle panchine che avanzano, perché non metterle lungo viale Venezia che ne è completamente privo? Nel laterale viale Madonna ce ne sono, gli anziani come me ne approfittano e si siedono: in viale Venezia mancano: mettetele, per favore». Il dibattito sulle panchine, si è acceso a Motta, dopo che il sindaco Paolo Speranzon ha fatto togliere le panchine del parco che si trova vicino all’asilo, lungo il Passante Chinazzo. Le panchine sono state tolte in due tempi: in primavera le due più nascoste fra il verde, perché i residenti si erano lamentati che le panchine offrivano motivo di sosta a gruppi di ragazzi mottensi e di stranieri che avevano creato un giro di imbrattatori. Ne erano rimaste due all’inizio del viale. Ed i ragazzi si erano trasferiti lì. Altre proteste dei passanti, e il sindaco Paolo Speranzon aveva risposto aumentando la sorveglianza da parte di vigili urbani e poi facendo rimuovere anche quelle. I ragazzi per un po’ di giorni avevano deciso di resistere, sedendosi sull’erba e sul vialetto. Poi hanno deciso di trasferirsi altrove. Mentre il consigliere del Pd di Motta, Maurizio Orlando critica l’iniziativa, affermando che quello era l’unico posto dove i ragazzi potevano stare insieme senza dover andare in un bar, i residenti in zona anticipano una presa di posizione per solidarietà al sindaco. [G.P.]

Altri articoli:

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{ 4 comments }

1 Flok 08.08.08 at 14:03

Effettivamente chi può permettersi come te una bella sdraio ed un giallo di Simenon, la futile comparsata non ha senso.
Mai ti saresti pensato di posare le tue membra su quelle panchine.
Panchine? Cose inutili, come i governi ombra.

2 redazione 08.08.08 at 18:45

Ma dai!Non è possibile. La retorica del povero che non può permettersi altro che le panchine comunali. Mi viene da piangere!
Tutto qui quello che sa produrre il governo ombra? Con tutto quello che ci sarebbe da fare? Complimenti.
Davvero pensate che sia una polemica seria quella sulle panchine? Una seria iniziativa politica? O state slittando verso il governo delle ombre?

P.S. Simenon costa 7 euro, ci arrivi anche con la pensione minima. E al mare ci puoi andare anche in colonia… o venire con me in Brussa (near Caorle, Venice), non costa nulla.
Troviamo argomenti più sensati, per favore.
 smms

3 Flok 08.09.08 at 11:53

Intanto il libro lo posso prendere a prestito anche in biblioteca e leggermelo su ansa della Livenza che è meglio della colonia e della Brussa (parcheggio a pagamento 4,5 €, 40 km. di strada).
Evidentemente la questione ti appare lontana, inutile. La retorica è la tua quando citi:
“Fatto sta che una semplice e, secondo chi scrive, davvero giusta ordinanza di ordine pubblico, per diversi giorni diventa argomento di polemica “politica”, che riempie le colonne dei quotidiani indigeni.”
Perchè solo le panchine del passante Chinazzo? togliamole tutte! E’ una questione di libertà non di futile polemica estiva.

4 redazione 08.09.08 at 12:49

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