![]()
Un'ode al vino nero e forte, senza fronzoli e bollicine, che ha un nome di una sonorità tronca e dialettale: Merlot.
Accogliamo con grande piacere un nuovo testo del nostro Fabio Franzin,
anche se fa molto caldo ed è meglio non assumere alcolici in questo
periodo, ma solo acqua fresca e cristallina.
Un grazie ancora a Fabio per questo nuovo contributo che alimenta la nostra rubrica di testi online.
Ode al Merlot
di Fabio Franzin
(Nel dialetto veneto-trevisano della sinistra Piave)
No’l’é un vin da sìori, el Merlot,
ma da mensa, sincero, e popoeàre.
Par questo ‘l me piase pì de altri.
L’à ‘l coeór del tenporal ‘a só ùa,
grani fissi e lustri el grasp, come
un rosario frugà, sbecotà, qua e là
dai merli, cussì goeósi de baéte
e preghiere, de fàvoe. E pròpio
come te ‘na fàvoea ve cate qua
tuti sentàdhi ‘torno ‘a tòea dea casa
vècia (quea persa tel Paeù, in mèdho
aa campagna, persa drento un sgranf
dea mé memoria): tì, bisnòna Irma,
là, co‘ un got de merlot slongàrte
‘a menèstra; e tì, nòno ‘Tilio, poénta
tociàdha tea scudheéta de vin prima
dei radici; barba Lilo, po’, el pòro
senpio dea faméjia: spacàr un cubo
de jazh co’l martèl, in cortìo, e co’
na onbra de chel vin farse in casa
‘a granatina, slongàrme el cuciarìn
co’ cheàltri no’ se incordhéa: “’ssàja,
dài, che ‘l vin fa sangue”, mì un bòcia
convinto che l’udhór vero del mondo
fusse quel dea tèra e de l’erba, o quel
garbo de chel vin viòea. Ve intìve, e
intànt che ve saeùdhe se za smarìdhi,
cari ultimi atóri de ‘na vita che savéa
‘ncora de cort e piòva, de sudhór e cai,
de siénzhio. Ve saeùdhe, co’ste paròe
vèce che toce anca mì tel merlot, te
‘sto vin scuro de operai e murèri, da
fadhìga e formàjo, pan e mortadhèa.
Ode al Merlot
Non è proprio un vino nobile, il Merlot, / ma da mense, sincero e
popolare. / Perciò mi piace più di altri. // Ha la tinta del temporale
la sua uva, / grani fitti e lucenti il grappolo, come / il rosario
consunto di un devoto, beccolato, qua e là // dai merli, così golosi di
bacche / e preghiere, di fiabe. E proprio / come dentro una fiaba vi
ritrovo tutti qui / seduti attorno al tavolo della casa / vecchia
(quella persa in fondo ai Palù, in mezzo / ai campi, persa dentro un
crampo / della mia memoria): tu, bisnonna Irma, / lì, con un bicchiere
di merlot allungarti / la minestra; e tu, nonno Attilio, polenta /
intinta nella chicchera di vino prima / del radicchio; lo zio Lillo,
poi, il povero / tardo della famiglia: frantumare un blocco // di
ghiaccio col martello, in cortile, e con / un bicchiere di quel vino
farsi in casa / la granatina, allungarmi il cucchiaino // quando gli
altri non vedevano: “assaggia, / dài che il vino fa sangue”, io un
bambino / convinto che l’odore vero del mondo // fosse quello della terra e dell’erba, o quello /
aspro di quel vino violaceo. Vi scorgo, e / mentre vi faccio ciao siete
già sbiaditi, // cari ultimi attori di una vita che sapeva ancora di
pioggia e letamai, di sudore e calli, / di silenzi. Vi saluto, con
queste parole // antiche che intingo anch’io nel merlot, in / questo
vino scuro di operai e muratori, compagno di / fatiche e formaggio, di
pane e mortadella.
Altri articoli:
- Non si può imporre una lingua ormai lontana dall’anima Da quando, negli ultimi tempi, una certa parte della politica, molto radicata ormai, nei luoghi in cui vivo, ha innescato la questione-dibattito riguardante l’identità di un popolo e l’insegnamento del dialetto nelle scuole, i quotidiani locali, fedeli al loro ruolo di megafoni capillari del potere, hanno trattato il tema, scomodando insigni linguisti, direttori di emeriti [...]......
- A Franzin il Pascoli 2009 La notizia è arrivata oggi nel primo pomeriggio, via sms. Desideriamo segnalare ai nostri affezionati naviganti, e soprattutto agli indigeni che Fabio Franzin ha vinto il premio Pascoli 2009 per la poesia dialettale con Fabrica, l’ultima raccolta, qui segnalata ancora fresca di stampa il 14 maggio scorso. Complimenti Fabio! E’ un riconoscimento davvero meritato. Grazie, anche come mottensi, per [...]......
- Fabrica E’ uscito da qualche settimana un nuovo libro di poesia di Fabio Franzin: Fabrica (edizioni Atelier 2009, pp. 96, euro 10,00). Ecco alcune parole dell’autore su questa sua nuova raccolta e, nel seguito dell’articolo, due brevi e intense poesie: Fabrica è un poemetto di una cinquantina di testi, tutti composti in 5 stanze di 5 versi, che [...]......
- Canti dell’offesa – Nazione Indiana Segnaliamo che su Nazione Indiana è presente dal 20 gennaio scorso la raccolta Canti dell’offesa, i nuovi versi italiani di Fabio Franzin. Canti dell’offesa - Nazione Indiana.......
- Facciamoci un po’ di versi Meglio tornare alla poesia, che non disturba nessuno. Nel furore delle celesti polemiche indigene, ho ricevuto un graditissimo messaggio da Fabio Franzin, che accludeva in dono un po’ dei suoi aspri e forti versi dialettali. Ho pensato di metterli a disposizione dei frequentatori di questo cattivo blogghetto. A mo’ di introduzione, a insaputa di Fabio, premetto anche il messaggio [...]......
email
PDF
del.icio.us
Google Buzz
Twitter
Facebook
